Se chiedessimo a chi ha visto la Finale NCAA perché ha vinto Villanova, praticamente tutti direbbero che il merito è di Kris Jenkins e del suo buzzerbeater anche se, pensandoci bene, nel basket il risultato non è mai dovuto ad una singola azione ma al combinato disposto di una tattica studiata a tavolino e 40’ di gioco effettivo.
Tatticamente North Carolina ha perso la partita perché si è fatta ingolosire dalla sorprendente percentuale al tiro da 3 punti del primo tempo non capendo che quella doveva essere la chiave per aprire la difesa di ‘Nova e ottenere dei canestri facili e non lo strumento per vincere. In effetti UNC ha sfruttato la superiorità fisica prendendo ben 16 rimbalzi offensivi che hanno generato 15 tiri in più degli avversari ma nei tiri da 2 punti ha avuto un misero 34% perché quasi tutti sono stati contestati e sotto canestro sempre da almeno un paio di Wildcats. Questa anomala gestione del gioco ha influenzato anche le scelte di coach Roy Williams che ha sfruttato molto meno del solito i 4 giocatori normalmente previsti nella rotazione (Hicks, Britt, Pinson e James) ottenendo da loro solo 6 punti contro i loro 21 di media in stagione.
Di contro, Villanova, l’ha vinta perché il coaching staff ha fatto le giuste scelte tattiche e non le ha modificate nemmeno quando si è trovata in evidente difficoltà; alla fine del primo tempo quando UNC ha avuto il pallone per chiudere il primo tempo sopra di 9 o 10 punti. Modificare la linea decisa con gli assistenti nei giorni precedenti non è detto che porti dei risultati ed in ogni caso evidenzia una certa insicurezza, ma in caso di sconfitta offre all’allenatore un alibi “Io ho provato a cambiare ma…”. In questo caso nell’intervallo Jay Wright ha dimostrato tutta la sua abilità scegliendo di mantenere il game plan studiato perché si è reso conto che il divario non dipendeva da loro ed ha avuto ragione: i Wildcats hanno tirato col 58% (14 su 24) in entrambe le frazioni mentre i Tar Heels sono passati dal 53% al 34% dal campo.
Abbiamo detto che fisicamente Villanova era inferiore tant’è che ha perso 36 a 23 la sfida a rimbalzo, ma ha chiuso la sua area agli avversandi superandoli 32 a 16 nei punti nel verniciato. Se poi aggiungi che sotto il proprio canestro una guardia di 195cm come Josh Hart è stato il miglior rimbalzista della partita (a parimerito con Brice Johnson di UNC) e che dall’altro lato del campo Phil Booth ha fatto la partita della vita segnando 20 punti (massimo in carriera) in 25 minuti tirando 6 su 7 dal campo, forse ci spieghiamo perché il trofeo sia stato sollevato da quelli della Pennsylvania.
Fatti tutti questi bei discorsi è chiaro che il tiro di Jenkins lo vedremo e rivedremo per anni ed anni mentre gran parte del resto passerà rapidamente nell’oblio.
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