Non solo Europa (nei match conclusisi dopo il match dell’Italia, vittorie della Slovenia in Montenegro, della Francia sulla Russia e dell’Islanda, in rimonta, sulla Finlandia) nel super venerdì dedicato alle nazionali in giro per il mondo.
In Africa, ad esempio, hanno fatto il loro debutto nelle qualificazioni nazionali quotate come la Nigeria (netto 102-86 in Uganda, 19 per Ike Diogu) e il Senegal (70-65 sulla Repubblica Centrafricana, solo 2 punti in 10’ per l’avellinese Ndiaye), col programma che è completato dalle vittorie del Mozambico sulla Costa d’Avorio (66-53) e del Rwanda sul Mali (74-70).
Le attenzioni principali erano rivolte sulle Americhe, che hanno completato la terza giornata di gare. Facile successo degli Stati Uniti ‘sperimentali’ di Jeff Van Gundy su Cuba: nell’84-48 finale incide particolarmente la partenza da 15-0 per gli USA, che hanno 14 punti dalla panchina di Purvis. Netto successo, invece, di Portorico in Messico (100-80, Browne 21+8): la tricolor vede più complicato il cammino verso Cina 2019, vista la presenza nell’altro girone di Repubblica Dominicana e Canada.
La sorpresa di giornata, però, è la vittoria dell’Uruguay in Argentina nell’atteso derby del Rio de la Plata: gli uruguayi subiscono prima una gran partenza dell’albiceleste (27-16 nel primo quarto) ma costruiscono una lenta rimonta lungo tutti i restanti 30’ per conquistare la terza vittoria consecutiva di questo girone di qualificazione, sognando concretamente a questo punto una storica qualificazione al Mondiale (a cui l’Uruguay manca dal 1986). All’Argentina non bastano i 23 a testa della coppia Brussino-Scola (quest’ultimo aggiunge 9 rimbalzi), perché l’Uruguay si affida ai suoi leader: l’ex Milano e Venezia Esteban Batista (17 e 8 rimbalzi) ma soprattutto il capitano, l’avellinese Fitipaldo, che mette a segno 25 punti con solo 11 tiri dal campo. Nello stesso girone, primo successo di Panama col netto 82-62 sul Paraguay (20 per l’eterno Michael Hicks).
Chiudiamo con l’Asia, che registra le vittorie di Corea del Sud (93-72 su Hong Kong), Giordania (102-88 in India) e Libano (87-63 in Siria). La vittoria più significativa, però, è quella della Nuova Zelanda in Cina: nell’82-73 incidono i 18 punti a testa dei due fratelli Webster, mentre ai cinesi non bastano i 37 punti di Yi Jianlian.
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