Golden State Warriors, l'orgoglio dei campioniAnche senza Curry questi Warriors sembrano essere una squadra imbattibile. Abbiamo analizzato gara 2 contro Portland
04.05.2016 19:26 di Sergio Cerbone
articolo letto 184 volte
Gara 2 che lascia l’amaro in bocca a Portland che per tre quarti accarezza la concreta possibilità di fare il colpaccio a casa dei campioni in carica. Già, ma i campioni hanno un orgoglio infinito e lo tirano fuori proprio nel momento più difficile della gara: parziale di 34-12 con cui ribaltano il match e portano a casa il secondo punto della serie. Ma vediamo quali sono i takeaways di gara 2 e cosa dobbiamo aspettarci dal proseguimento di questa serie. 1. Con i campioni non si possono sprecare i vantaggi e i Blazers hanno buttato via uno gigantesco. Portland ha avuto parecchi elementi a proprio favore: una prestazione super da parte di Damian Lillard, una altrettanto buona da Al-Farouw Aminu, una prova difensiva di squadra e per tre quarti è stata in vantaggio in trasferta. Senza Steph Curry, questa, era una partita da vincere, ma i Blazers l’hanno buttata via: 17 punti di vantaggio nel quarto periodo sono evaporati in un ‘amen’. Troppi errori nei momenti decisivi con quelle 5 palle perse negli ultimi 12 minuti di gioco. Contro i Warriors “on the road” no, non puoi concederle. La serie non e’ certo finita, Portland puo’ ancora rientrare, c’è però da battere una statistica che sembra impietosa: nella storia dei playoff NBA, la squadra con il vantaggio campo nella serie, ha vintol il 94% delle volte. E’ finita qui? 2. I Warriors senza Steph Curry non sono imbattibili ma restano comunque una squadra fortissima. Una squadra ben allenata e con giocatori immensi come Draymond Green e un tiratore eccezionale come Klay Thompson. Nonostante questo, Golden State in gara 2 non e’ stata la solita squadra ammazza-avversari. Non ha dominato Portland che ha avuto una grossa chance di vincere anche nel quarto periodo. Il pubblico di casa ha fatto il suo, spingendo i propri begnamini nei momenti di difficolta’. Almeno in gara 2 comunque, i Warriors senza Curry e' sembrata una squadra "normale". 3. Damian Lillard deve segnare 35 punti e i Blazers allora hanno una chance. Lillard ne ha messi 25 a referto, non male come prestazione individuale. Il dato sconcertante e’ lo zero del quarto periodo. Portland semplicemente non ha abbastanza punti nelle mani al di fuori di Lillard. Se Portland ha una chance di rubrare una o due partite in questa serie e’ grazie a una prestazione super in attacco del proprio leader. Ne ha messi 17 nel terzo quarto, non abbastanza contro questi Warriors. 4. Drayomond Green da manuale del basket. Green è stato dappertutto ancora una volta. Da playmaker, da passatore per i taglianti, da portatore di blocchi, da schiacciatore e da costante spina nel fianco dei Blazers. E’ stato l’MVP in campo e ha contribuito a spegnere definitivamente Lillard nel quarto periodo. "Green in questo momento è tra i 10 migliori della Lega". Queste le parole di Steve Kerr per descriverlo. Il +19 delle sue statistiche dal campo, indicano il tipo di impatto che ha avuto sulla gara. Il numero 23 di Golden State e’ cosi’ versatile, intellligente ed energico, che per gli avversari e’ quasi impossibile da fermare. 5. Klay Thompson ha aumentato i giri senza Curry e sarebbe l’opzione n.1 in tante squadre. Si e' caricato la squadra sulle spalle. Ha messo a segno i tiri decisivi del quarto periodo e finito con 27 punti. Pur non tirando benissimo (7-20) e’ stato sufficiente per portare a casa gara due. Gara 3 è in programma a Portland. Ci sono un po' di giorni ancora per provare a recuperare Curry, ma forse questi Warriors, contro questi Blazers possono anche farne a meno. Altre notizie - NBA playoff
Altre notizie
|
TORONTO E MIAMI SI GIOCANO LA STAGIONE IN 48 MINUTI TRA INFORTUNI E ORGOGLIO30° PUNTATA: GERI DE ROSA INTRODUCE LE FINAL FOUR CON LO SGUARDO DEL CHAPU
|