“Mr Unreliable”.
Uno dei titoli più gratuiti e inappropriati dell’era moderna del giornalismo. Il protagonista l’Oklahoman e l’accusato Kevin Durant dopo l’1-2 dei Thunder contro i Grizzlies nei playoffs 2014 a seguito di una brutta prova del #35.
Ora siamo davanti a una prestazione comparabile, per certi versi anche peggiore, visto che è entrato nella storia dei playoffs dalla parte sbagliata con ben 26 errori al tiro e chiudendo con 7-33. Due tiri comodi sbagliati a 20” dalla fine, l’appoggio stoppato che poteva dare la vittoria in tempo utile ai suoi e una prestazione offensiva non da Kevin Durant più per il nervosismo ingenerato in lui che per reali meriti della difesa, sono i principali motivi della resa di OKC.
La sua prova, sommata a quella di Russell Westbrook 8-22, ha condannato senza mezzi termini i Thunder in gara 2, sebbene Steven Adams abbia mancato la vittoria per due decimi di secondo. Ovviamente ora sono tutti a processare KD per la mancanza di killer instinct, l’incapacità di essere decisivo nei playoffs e il non essere sufficientemente leader nei momenti clou dei suoi.
Ci sta. Fa parte dell’essere Kevin Durant, uno dei migliori giocatori della lega e soprattutto uno di quelli che ha una scimmia sulla spalla sotto forma di mancanza d’anelli. Anche LeBron James ha subito tonnellate di critiche sino a quando non ha vinto e il destino di KD è esattamente lo stesso. Il ragazzo è almeno un paio d’anni che dimostra un certo fastidio nella presenza della stampa, prima sulle sue prestazioni, poi sulle illazioni riguardante il suo rapporto con Westbrook e quest’anno sulla Free Agency.
Prima gestirà a dovere la presenza in toto dell’opinione pubblica e della pressione giornaliera cui deve far fronte, meglio sarà per lui, perché quell’apparente tranquillità nell’atteggiamento, nasconde un fuoco e un’esigenza di vincere che a volte esplode in modi anche non commisurati all’occasione.
I Mavericks hanno approfittato di queste difficoltà gettando il cuore oltre l’ostacolo senza Parsons, senza Barea e con diversi problemi, dimostrando ancora una volta che Rick Carlisle sa allenare questo gioco come pochissimi altri. Nessuno si aspettava un pareggio dopo il -38 di gara 1, ma come detto diverse volte, che sia +38 o +1 conta sempre un punto nei playoffs e proprio per questo motivo la serie in Texas ci va sul risultato di pareggio. I Mavs hanno fatto anche più di ciò che era preventivabile, ma è difficile ricapiti una serata così disastrosa al tiro per Westbrook e Durant, quindi i Thunder dovranno solo resettare questa partita e ritornare a fare ciò che li ha sempre caratterizzati.
Ovviamente sta tutto nella testa, che spesso condiziona più delle gambe. Gara 3 darà sufficienti indicazioni a riguardo.
SFIDA TRA MVP – Thunder vs Warriors ovvero la sfida tra gli MVP della NBA, con Curry vincitore delle ultime due edizioni e Durant prima di lui. Mettiamoci poi anche che Westbrook ha vinto nel 2015 e nel 2016 il premio di miglior giocatore all’All Star Game. Ma non fin...
Per spezzare una settimana di basket intensissimo c’è sempre Backdoor podcast che torna con un nuovo ospite e introduce, a suo modo, le Final Four di Eurolega.
Abbiamo parlato, in un ipotetico bar, con Geri De Rosa di Fox Sports su tutto quello che c’è ...