I Milwaukee Bucks sono reduci da una stagione piuttosto deludente: dopo aver stupito tutti nel 2014/15 con la conquista di un posto ai playoff, l’anno scorso non si sono ripetuti ed hanno chiuso con il modesto record di sole 33 vittorie e 49 sconfitte. La difesa non è riuscita ad essere incisiva come nell’annata precedente ed è mancata la pericolosità nel tiro dall’arco, anche se è proseguita la crescita di giocatori giovani come Jabari Parker, Khris Middleton e, soprattutto, Giannis Antetokoumpo, quest’ultimo ora fresco di ricco rinnovo quadriennale da 100 milioni di dollari.
Così la dirigenza dei Bucks ha provato a correre ai ripari, in estate, con l’arrivo di giocatori esperti e con caratteristiche per completare il roster a disposizione di Jason Kidd. In primis Matt Dellavedova, reduce dal titolo NBA con Cleveland e da un’Olimpiade superlativa in maglia australiana, poi sono stati aggiunti Mirza Teletovic, Jason Terry e, per chiudere, Michael Beasley. Per completare la squadra, dall’ultimo draft, sono arrivati l’ala/centro Thon Maker, come decima scelta assoluta (grande energia e talento, ma non subito pronto), e la guardia Malcolm Brogdon.
Un buon mix sulla carta, per tornare a lottare per i playoff, in una Eastern Conference dove c’è spazio per poter emergere, escludendo i campioni in carica dei Cavs. La mazzata è giunta a fine settembre, quando Khris Middleton si è rotto il tendine del ginocchio sinistro in un workout ed è stato operato, con sei mesi di stop prima di ritornare sul parquet. Un buco pesantissimo per i Bucks, per uno degli uomini in maggiore escalation di rendimento ed importanza. Il front office spera di trovare un sostituto, ma per ora la ricerca continua. La squadra appare comunque in grado di competere, ma i giovani dovranno fare un ulteriore passo avanti per aspirare alla post-season.
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