Lo scontro più avvincente della notte NBA è sicuramente quello d’Indianapolis dove si affrontavano Pacers e Rockets in cerca di un posto playoffs. Nei padroni di casa a condurre le danze ci sono Paul George che chiuderà con 25 punti e 11 rimbalzi, ben coadicuvato da Monta Ellis che fatturerà 23 punti, 6 rimbalzi e 7 assists. Dall’altra parte c’è la solita buona prova di Harden da 34+8+8, compreso l’ottimo assist che regala a Howard la schiacciata del -2 nel finale. Houston, sotto di tre, ha ancora l’ultima possibilità con Terry, ma il suo tiro va lungo e vincono i Pacers.
Tutto facile tra le mura amiche per i Los Angeles Clippers che raggiungono per la quinta volta consecutiva i playoffs, grazie alla vittoria contro i Denver Nuggets. DeAndre Jordan istituisce una vera e propria “no fly zone” in vernice e produce 16 punti, 16 rimbalzi e 6 stoppate, compresa una tonante al tabellone che scatena il contropiede che lui stesso chiude con l’alley oop. La partita si spezza nel terzo quarto quando i Clips piazzano il parziale di 25-12 che stacca definitivamente gli avversari.
I Dallas Mavericks perdono malamente a Sacramento dando così un calcio importante alle proprire velleità di playoffs. L’assenza di Parsons ha sicuramente complicato le cose, ma anche subire 133 punti a casa dei Kings non depone esattamente a favore della presenza mentale dei giocatori. Rondo mette a segno il suo ottocentesimo assists diventando il primo King a farlo dai tempi di Tiny Archibald, infatti nella notte manda a segnare praticamente chiunque nella radura della difesa Mavericks. Chiuderà con 11 punti e 11 assists guidando ben otto giocatori in doppia cifra dei suoi, tra cui 21 di Cauley-Stein e 14 di Curry.
Trentacinquesima vittoria interna consecutiva per i Warriors che battono i Sixers producendo l’ennesimo tempo da 70 punti. Sono ben tredici le partite in cui si è verificata questa cifra, esattamente lo stesso numero dei settantellisti di tutto il resto della lega. Poi ci sono i 40 punti di Klay Thomspon e i 17 con 7-10 dell’ex Speights che ha chiuso il primo tempo con il perfect half da 6-6. Ovviamente è stata una partita di ordinaria amministrazione per i Warriors, sempre più vicini al record dei Bulls.
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