Focolaio a Houston, esordio con OKC posticipato: cos'è successo

La gara tra Rockets è Thunder è stata rimandata a data da destinarsi per mancanze nel protocollo contro il coronavirus da parte dei texani. Ecco quale
24.12.2020 18:18 di Paolo Terrasi Twitter:    Vedi letture
Focolaio a Houston, esordio con OKC posticipato: cos'è successo

Neanche 24ore di stagione regolare e la NBA ha già la prima gara influenzata dal coronavirus in questa stagione: l'opening night tra Oklahoma City Thunder e Houston Rockets è stato difatti posticipato perché la squadra texana non aveva otto giocatori a disposizione per giocare contro OKC. Due le situazioni che hanno portato alle defezioni. 

La più chiacchierata è quella di James Harden, che è stato pizzicato ad una festa privata (si vociferava fosse in uno strip club, "passione" del numero 13, ma non era così) pieno di persone senza mascherine: i tamponi continuano a dare esito negativo, ma il barba è in isolamento cautelare fino almeno al giorno di natale incluso. In caso i tamponi continuino a dare esito negativo, l'MVP 2018, in rotta con i Rockets e voglioso di cambiare squadra, sarà in campo contro i Portland Trail Blazers nella giornata di Santo Stefano. 

Le defezioni, tuttavia, nascono da un possibile focolaio in un barbiere privato, che ha visto diversi giocatori dei texani riunirsi per un taglio di capelli. Tra questi, oltre a John Wall e Demarcus Cousins (negativi, per ora), vi era la matricola Kenyon Martin Jr, positivo: la positività del rookie ha obbligato all'isolamento di tutti i contatti stretti avuti dal giocatore, con metà squadra in isolamento ed altri due tamponi positivi. tutto ciò, sommato all'infortunio di Chris Clemons ed alla positività pregressa di Ben McLemore, ha portato al rinvio della partita per mancato raggiungimento del numero minimo di giocatori.