I Los Angeles Lakers hanno una nuova faccia e dopo le fallimentari stagioni recenti, possono pensare in grande. Ovviamente siamo ancora lontani dai fasti di Jackson e dei titoli, ma sicuramente quest'anno potrà essere interessante per capire se la ricostruzione della squadra che inizierà Kobe e finirà qualcun altro (Westrbook?) possa portare di nuovo in alto i gialloviola.
Ritrovare Randle dopo la scorsa annata mai iniziata per infortunio, avere un talento grezzo ma purissimo con Russell, pescare dal mercato un solido backup come Bass e un sesto uomo sempre sulla cresta dell'onda come Williams non può che far bene a Byron Scott, se poi aggiungiamo che l'acquisto di Roy Hibbert, ex all-star, è arrivato praticamente per noccioline, possiamo capire che perlomeno si possa guardare al futuro con moderato ottimismo. Hibbert arriva a LA in cerca di riscatto dopo l'autodistruzione sua e dei Pacers due stagioni fa e la scorsa dove ci sono state ben più ombre che luci.
Si dice che il centro sia molto fisico e solido in campo, ma che non sia necessariamente un cuor di leone in fatto di durezza mentale e approccio. Ovviamente queste qualità non si sposano con quelle del leader della squadra che è noto fare i cosiddetti mind games ai propri compagni con provocazioni verbali e non, accettando poco e malvolentieri chi non si allena e non approccia il basket come lui.
Nonostante questa sfida il nuovo centro si sente carico: "Sono pronto a giocare nella stessa squadra di Kobe -ha detto- lui è un grande e non ha vinto cinque titoli per caso. Dovrò essere sempre al mio massimo in campo e fuori per poterlo seguire, imparare qualcosa da lui e produrre buone cose per i Lakers".
Nel 2012 i due s'incontrarono in una partita tra Lakers e Pacers, con Roy che ruppe il naso a Kobe, ma un alterco o contatto fisico non ha mai spaventato Kobe e siamo certi che se il centro giocherà con la dovuta intensità quello sarà solo un lontano ricordo, altrimenti potrà essere usato come appiglio per le reprimende di KB24.
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