Non poteva iniziare peggio il 2018 dei Houston Rockets, appena usciti da una striscia di 5 sconfitte consecutive con la vittoria di San Silvestro contro i Los Angeles Lakers. Proprio nella partita contro i gialloviola si era infortunato James Harden, e gli esami hanno evidenziato un infortunio al bicipite femorale che obbligherà il leader della squadra di D’Antoni a stare fermo per le prossime due settimane prima di essere rivalutato.
Tegola che non ci voleva per Houston, prossima alla sfida contro i Golden State Warriors nella notte tra giovedì e venerdì, sfida che precede un mini tour a Est contro Orlando, Detroit e Chicago prima delle sfide con Phoenix e Clippers, tutte partite in cui i Rockets dovranno fare a meno del proprio candidato MVP; da quando è ai Rockets, Harden ha saltato soltanto la miseria di 15 partite nell’arco di sei stagioni, e l’ultima occasione in cui The Beard ha saltato più di una partita nel corso di una stagione regolare risale addirittura al 2013-14.
Per un All-Star che rimane ai box, uno che torna finalmente in campo: nella sfida della prossima notte che contrapporrà i Cleveland Cavaliers ai Portland Trail Blazers tornerà in campo, dopo il lungo infortunio, Isaiah Thomas, che per l’occasione farà anche il suo debutto in maglia Cavs. L’ex giocatore dei Celtics partirà dalla panchina, come annunciato da coach Tyronn Lue, e sarà sottoposto a una restrizione del minutaggio: sarà difficile vederlo in campo per più di 15’-20’, e in questo periodo iniziale gli saranno evitati i back-to-back, precauzione che porterà Thomas a saltare l’atteso ritorno sul campo del TD Garden contro i Celtics, in programma nella notte tra mercoledì e giovedì.
L’autentico mattatore della prima notte NBA del 2018 è stato invece Demar DeRozan, che nella vittoria all’overtime contro i Milwaukee Bucks ha siglato il suo massimo in carriera con 52 punti. La prestazione di DeRozan corrisponde anche alla migliore prova nella storia di un giocatore dei Toronto Raptors, sorpassando i 51 punti fatti siglare negli anni scorsi da Vince Carter e Terrence Ross, e, come riporta Elias Sports, è anche la migliore prestazione della storia NBA per una gara giocata il 1° gennaio, superando i 49 punti segnati da Bob Pettit nel 1962 e da Kiki Vandeweghe nel 1983.
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