Dopo aver vissuto diverse difficoltà a Minnesota dove si è fatto vedere ed è diventato uno delle migliori ali forti dell’intera NBA, è arrivata la prima vera sfida in cui la pressione dei risultati era una spada di Damocle sulla sua testa. Infatti Kevin Love nel momento in cui è passato ai Cleveland Cavaliers per sua fermissima volontà, ha dovuto mettere in conto di doversi adattare alla squadra e alla presenza di LeBron James.
Non sempre è facile riciclarsi dal ruolo di leader con licenza d’uccidere e possibilità di produrre roboanti statistiche a discapito degli scarsi risultati di squadra, a gregario di lusso in una squadra che ha già un leader e che l’unica cosa a cui guarda è la vittoria, non alle statistiche dei singoli che non si chiamino LeBron.
Love ha faticato a mettersi in un angolo ad aspettare gli scarichi di Irving e James come un normale mestierante NBA, ci ha messo un po’ a capire che in questa squadra serviva molto di più che rimanesse nello spartito e si facesse vedere maggiormente con gli intangibles (non propriamente la specialità della casa). Doveva per forza compiere un’evoluzione come Chris Bosh fece, non senza fatica, a Miami diventando la chiave del primo titolo.
Nel momento in cui Love stava riuscendo a mettere da parte le critiche e finalmente a focalizzare testa e gambe sull’obiettivo playoffs e titolo NBA (prima apparizione in post season) è arrivato l’infortunio procuratogli da Kelly Olynyk che lo ha tolto dalla competizione costringendolo a un lungo stop.
La difficoltà di vedere i suoi compagni decimati dagli infortuni e non poterli aiutare è stata difficile da digerire per il giocatore, ma ora è sulla via del ritorno. “Mi manca un mese, massimo un mese e mezzo –ha detto- ho passato tre settimane alla facility di Park City per allenarmi e proseguire il mio percorso riabilitativo. Mi sento bene e sono pronto per tornare”.
La sua presenza sarà fondamentale perché anche Irving sarà ai box per un po’ e questa potrebbe finalmente diventare la sua squadra per ampi tratti quando LeBron sarà in panchina. Nonostante questo non c’è necessità di affrettare il rientro: “Non voglio stabilire a priori una data di rientro precisa, ma mi sento molto bene e sento che tutto sta tornando al suo posto. Sarò pronto per la nuova stagione”.
Ovviamente con lui e Irving a pieno servizio, l’obiettivo titolo NBA è proprio lì pronto da cogliere.
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