Non c'è sconfitta nel cuore di chi lotta: da dove ripartono i Miami Heat

Focus sui finalisti delle Finals 2020, che sono arrivati a giocarsi il titolo contro ogni pronostico: cosa riserva il futuro per la squadra della Florida?
15.10.2020 15:54 di Paolo Terrasi Twitter:    Vedi letture
Non c'è sconfitta nel cuore di chi lotta: da dove ripartono i Miami Heat

I Miami Heat sono una delle favole sportive, se non LA favola sportiva, di questo 2020. Le finali NBA raggiunte con la testa di serie numero 5 hanno stupito tutti, e nonostante il divario tecnico con i Los angeles Lakers, i biancorossi hanno dato battaglia. Tuttavia, coach Spoelstra e Jimmy Butler non intendono certo accontentarsi:

Non ho portato a termine quello che era il mio compito quando ho accettato di venire a Miami - le dichiarazioni del numero 22 - Ho dichiarato che avrei vinto un titolo e non ce l’abbiamo fatta, per cui vuol dire che devo riuscirci l’anno prossimo. È quello che ho ripetuto sia a Pat Riley che a coach Spoelstra: sono qui per vincere un anello, non ce l’ho fatta ora, dovrò riuscirci in futuroSento di appartenere a questo livello, giocare questo tipo di partite mi mette un sorriso sul viso, mi rende felice. Mi sarebbe piaciuto poter vincere, per la città, per i miei compagni, per l’organizzazione, ma sono comunque felice di tutto quello che abbiamo fatto. Torneremo a giocarci il titolo, fareste meglio a crederci”. 

L'allenatore di Miami, invece, ha commentato così l'esito delle Finals: “Questa squadra, questo spogliatoio, quello che abbiamo fatto quest’anno resterà con noi per il resto della nostra vita”, dice con gli occhi lucidi l’allenatore degli Heat. “Fai questo lavoro nella speranza di poter entrare in contatto con persone speciali come quelle di questo gruppo. Parecchi giocatori hanno giocato nonostante non fossero neppure lontanamente vicini al 100%: non avrebbero dovuto essere in campo, e invece hanno voluto esserci, l’hanno fatto uno per l’altro. Sono devastato per non aver saputo trovare il modo per superare gli ostacoli e chiudere questa stagione con la vittoria."

Tuttavia, Miami ha ben poco su cui piangere. Dopo una transizione complicata dopo le quattro finali consecutive (solo due qualificazioni ai playoff nei cinque anni dopo l'addio di Lebron James, con solo una serie vinta), ed una serie di scelte che non hanno pagato (come i contratti firmati nella famigerata estate del 2016) Miami è nuovamente un contesto vincente. La "cultura di Miami", termine che sincretizza la ricchezza e la competenza notevole che gli Heat da almeno 20 anni sfoggiano a bordo campo, tra staff tecnico e dirigenti che fanno capo a Pat Riley, ha finalmente trovato giocatori che sono pane per i suoi denti. La grinta e la sfrontatezza di Tyler Herro, la classe di Duncan Robinson, la leadership silenziosa di Bam Adebayo sono ottime basi da cui ripartire, aldilà del contesto perfetto per permettere alla mentalità ultra competitiva di Jimmy Butler di emergere. Il resto potrebbero farlo il contesto di Miami, probabilmente seconda soltanto a Los Angeles come "comodità" per una stella NBA: la ritrovata flessibilità salariale dopo anni di Cap intasato da Whiteside e Waiters e soci potrebbe regalare altri campioni per tentare altri assalti al titolo.