Una seconda bolla a Chicago per le 8 escluse? La Lega ci pensa

Non solo Orlando: le squadre fuori dalla corsa playoff non vogliono stare ferme fino a Dicembre, con la lega che propone una bolla alternativa. I dubbi
03.07.2020 19:46 di Paolo Terrasi Twitter:    Vedi letture
Una seconda bolla a Chicago per le 8 escluse? La Lega ci pensa

Secondo quanto riportato da ESPN, la NBA è in avanzate trattative con l’associazione giocatori per creare una seconda “bolla” per le otto squadre rimaste fuori, questa volta organizzandola a Chicago, in una sorta di Summer League da disputarsi a settembre. In Illinois andrebbero gli Atlanta Hawks, gli Charlotte Hornets, i Chicago Bulls, i Cleveland Cavaliers, i Detroit Pistons, i Golden State Warriors, i Minnesota Timberwolves e i New York Knicks. Un modo per permettere alle squadre che non sono più in corsa per qualcosa di rimanere in forma e sul pezzo, visto che rimarrebbero inattive altrimenti fino a Dicembre. Tuttavia, non sono pochi i dubbi a riguardo.

Piuttosto che la bolla, preferirei poter avere un mini-camp nella nostra palestra” ha detto a ESPN Dwane Casey, coach dei Pistons. “Questo ci permetterebbe di riunire tutta la squadra, creare chimica tra i giocatori, migliorare e avere un po’ di competizione. Pensiamo di poterlo fare in maniera sicura nel nostro campo di allenamento. Quello che è certo è che non possiamo permettere che i ragazzi rimangano fermi dall’11 marzo a dicembreinoltrato senza fare qualcosa. Farebbe male alle loro carriere, è una sosta troppo lunga”. Per un altro General Manager invece “è quasi irrilevante come vorranno organizzarlo: per noi quello che conta è avere i nostri giovani impegnati in situazioni che simulino quelle delle partite”. Tra le otto squadre, quella con meno incentivi per andare sono i Golden State Warriors, che molto difficilmente manderanno i loro veterani come Steph Curry, Klay Thompson o Draymond Green: “La nostra posizione è ‘Fateci sapere cosa si può fare’” ha detto il GM Bob Myers. “Se sarà di beneficio mandare la maggior parte dei nostri giocatori, allora lo faremo. Altrimenti ci arrangeremo come potremo. Dobbiamo equilibrare salute e sicurezza. Se ci sarà la possibilità di far lavorare i nostri giovani in un ambiente sicuro, allora saremo d’accordo”.

La sicurezza tiene particolarmente banco perché a differenza di quanto sta accadendo in Italia ed in Europa, negli Stati Uniti i contagi di Covid-19 non accennano a rallentare, raggiungendo nuovi record giorno dopo giorno. Particolarmente tesa la situazione in Florida, con numeri giganteschi che fanno traballare il piano della lega.