Utah scatenata, 11 di fila; ok gli italiani, bene Brooklyn

I risultati della notte NBA
30.01.2021 11:04 di Paolo Terrasi Twitter:    Vedi letture
Utah scatenata, 11 di fila; ok gli italiani, bene Brooklyn

UTAH JAZZ-DALLAS MAVERICKS 120-101 | Neanche l’assenza prolungata di Donovan Mitchell e un avversario del calibro dei Mavericks di Luka Doncic rallentano la marcia dei Jazz, arrivati all’undicesima vittoria consecutiva e sempre più primi nella Western Conference. A guidare la squadra di Quin Snyder è un’altra serata sinfonica al tiro: 20/48 di squadra al tiro dalla lunga distanza, con Bojan Bogdanovic protagonista assoluto. 
Il croato ha chiuso con 7/11 da tre per 32 punti finali, leader insieme ai 22 con 9 assist di Mike Conley e alla doppia doppia da 17+12 di Rudy Gobert per una squadra che in questo momento sembra davvero inarrestabile, trovando anche i 18 dalla panchina di Jordan Clarkson e i 12 di Juwan Morgan. I padroni di casa hanno fatto il vuoto già nel primo quarto, chiuso con un roboante 37-12 da cui i Mavericks non sono più riusciti a risollevarsi. Se i Jazz continuano a volare, lo stesso certamente non si può dire dei Mavericks, il cui attacco continua a sembrare lontano parente di quello ammirato nella scorsa stagione. Luka Doncic chiude con 25 punti, 6 rimbalzi e 7 assist, ma non trova sostegno dai compagni in una serata da 43% dal campo e 27% da tre punti, con Kristaps Porzingis in difficoltà (4/14 dal campo e 1/5 da tre per 11 punti e 9 rimbalzi). Ora i texani sono 8-11 in stagione, scivolando al 13° posto nella Western Conference. A fine partita poi sono arrivate le dure critiche ai compagni e alla squadra da parte del n°77 sloveno: "Siamo stati terribili, non credo serva aggiungere molto altro. Non ho mai provato questo genere di sensazioni nella mia carriera, dobbiamo fare qualcosa che invertire la rotta. Non siamo in un buon momento, bisogna assumersi le proprie responsabilità e fare un deciso passo in avanti. Ci sarà un confronto per capire cosa modificare. Al momento, parlando onestamente, sembra che non siamo molto interessati al vincere o meno le partite."

NEW ORLEANS PELICANS-MILWAUKEE BUCKS 131-126 | Per una sera i Pelicans si travestono da Bucks e realizzano una prestazione al tiro eccezionale, segnando 21 delle 48 triple tentate (44%) e resistendo ai tentativi di rimonta di Milwaukee per portare a casa una delle migliori vittorie stagionali. Sono ben quattro i giocatori sopra 20 punti: se Zion Williamson (20 con 9 rimbalzi e 7 assist) e Brandon Ingram (28) sono le stelle, a fare la differenza sono i 27 di Lonzo Ball e i 25 dell’ex Eric Bledsoe, entrambi con 7 triple a segno. Aggiunge il suo mattoncino anche Nicolò Melli, che torna nella rotazione di Van Gundy e in 16 minuti segna 5 punti, tra cui una tripla sulla sirena del terzo quarto per fermare un tentativo di rimonta dei Bucks, che stavano cercando di rimettere in discussione la partita con un parziale di 20-3. Per lui anche due rimbalzi, due assist e un recupero con +4 di plus-minus, unico lungo utilizzato in una rotazione ridotta a otto elementi (non entrato JJ Redick). Ai Bucks non basta il solito Antetokounmpo in formato MVP: 38 punti con 11 rimbalzi e 5 assist per il greco, leader di un quintetto tutto in doppia cifra in cui Krhis Middleton non ha avuto la solita efficienza (16 punti, 8 rimbalzi e 8 assist ma con 6/17 al tiro) e l’ex di serata Jrue Holiday ha finito con 22 punti e 9 rimbalzi, venendo accolto dal coro “Jruuuuuuuuue” dei suoi vecchi tifosi (presenti in 1.400 sugli spalti) alla presentazione dei quintetti. 

WASHINGTON WIZARDS-ATLANTA HAWKS 100-116 | Partita nervosissima tra Hawks e Wizards, contrassegnata da nove falli tecnici e tre espulsioni — tra cui quelle dei due principali duellanti di serata, Russell Westbrook e Rajon Rondo. Atlanta comunque porta a casa una vittoria che acuisce ancora di più la crisi degli Wizards, ultimi a Est con un record di 3-12 e con un Bradley Beal tenuto al minimo stagionale (26 punti con 26 tiri, solo 13 punti nei primi tre quarti), gli stessi di Westbrook. A fare la differenza nell'ultimo quarto sono stati 18 dei 41 punti finali di Trae Young, che con le 5 triple realizzate stanotte è diventato il più veloce di sempre a raggiungere le 400 segnate in carriera. Per lui anche 16/17 ai liberi, seguito dai 17 di John Collins e la doppia doppia da 13+14 di Clint Capela. Atlanta è riuscita così a tenere a bada un tentativo di rimonta dei padroni di casa partita da -23 ma arrivata al massimo a -10. Doppia cifra anche per Danilo Gallinari, che nei 18 minuti passati in campo ha chiuso con 11 punti e il perfetto 50% al tiro (4/8 dal campo, 2/4 da tre, 1/2  ai liberi) insieme a tre rimbalzi e tre palle perse, unico giocatore sopra quota dieci della panchina. Laconico il suo commento sui tanti litigi in campo tra le due squadre: “Bisogna rimanere concentrati: personalmente non ho tutta quella energia da spendere per i tecnici o per parlare con gli arbitri”. La tensione tra Russell Westbrook e Rajon Rondo è esplosa sul finire di primo tempo, quando i due sono stati allontanati di forza ricevendo un doppio fallo tecnico. Nella ripresa, il secondo "round" (e la seconda sanzione da parte degli arbitri): prima l'espulsione colpisce il giocatore degli Wizards, facendo sorridere Rondo che ne saluta l'allontanamento con ampi gesti, per poi fare la stessa fine pochi istanti più tardi. 

OKLAHOMA CITY THUNDER-BROOKLYN NETS 125-147 | Anche senza Kevin Durant tenuto a riposo, i Nets realizzano il loro massimo stagionale per punti segnati e travolgono i Thunder, contro cui avevano perso in casa venti giorni fa. Molto è cambiato da quel giorno, innanzitutto perché questa volta c’erano in campo sia James Harden che Kyrie Irving, leader di una squadra che ha mandato ben nove giocatori in doppia cifra tirando col 57% dal campo e il 42% da tre punti (19/45). Coach Steve Nash non può che essere contento per la chimica mostrata in campo da Harden e Irving, entrambi autori di 25 punti: il primo ci ha aggiunto anche 10 rimbalzi e 11 assist per la sua terza tripla doppia nelle ultime due settimane, il secondo ha tirato 10/16 con 7 assist per i compagni, armando la mano di un Joe Harris da 20 punti con 5/9 da tre e i 19 di Bruce Brown. Per i Nets si tratta della quarta vittoria in fila, salendo al secondo posto nella Eastern Conference. Niente da fare per i Thunder, incapaci di rallentare l’attacco atomico di Brooklyn e facendo gara di rincorsa fin dal primo tempo, chiuso sotto di 17 lunghezze sul 76-59. Le note positive arrivano come sempre da Shai Gilgeous-Alexander (24 punti) e dalla prestazione del rookie Theo Maledon, anche lui a quota 24 con un perfetto 6/6 dalla lunga distanza, accompagnato dai 18 dalla panchina di Hamidou Diallo. 

MINNESOTA TIMBERWOLVES-PHILADELPHIA 76ERS 94-118 | Secondo successo consecutivo per Philadelphia, che non ha grossi problemi a sbarazzarsi della peggior squadra della Western Conference scappando via a metà terzo quarto senza più voltarsi indietro. Per Minnesota, sempre priva di Karl-Anthony Towns, si tratta del settimo ko in fila nonostante la prima partenza in quintetto della carriera di Anthony Edwards (15 punti), ritrovando un D’Angelo Russell da 14 con 3/11 al tiro e i 22 di Malik Beasley. Con Ed Davis titolare sotto canestro, però, non c’era alcuna possibilità che i T’Wolves potessero reggere contro lo straripante Embiid di questo inizio di stagione. Il candidato MVP ha chiuso con 37 punti e 11 rimbalzi a referto in 27 minuti nei quali ha tirato 10/19 dal campo e 16/18 ai liberi. Con un Embiid così, è bastato anche solo un Tobias Harris da 17+11 per sopperire alle serate del tutto normali di Simmons (11 con 7 assist), Curry (12) e Green (3).

SAN ANTONIO SPURS-DENVER NUGGETS 119-109 | Nel silenzio generale, i San Antonio Spurs sono arrivati a tre vittorie consecutive e con questo successo sui Nuggets si prendono anche il quarto posto nella Western Conference, raggiungendo proprio Denver con un record di 11-8. Merito del gruppo atletico e divertente nelle mani di coach Popovich, che ha 30 punti da DeMar DeRozan e 26 da Dejounte Murray tenendo gli avversari a 23 nel quarto finale. Si interrompe a cinque la striscia di successi consecutivi dei Nuggets, arrivati stanchi all’ultima di cinque gare in trasferta in fila. “È stata una grande trasferta, ma il calendario non perdona nessuno” ha detto coach Malone, a cui non sono bastati i 35 punti con 10 rimbalzi di Nikola Jokic e i 20 di Jamal Murray, che si è procurato una contusione all’anca durante il quarto periodo.

ORLANDO MAGIC-L.A. CLIPPERS 90-116 | I Clippers si godono il successo in trasferta a Orlando e il ritorno in campo di Kawhi Leonard e Paul George - rimasti isolati per cinque giorni a causa del protocollo anti-COVID previsto dalla NBA. Le due gare saltate hanno fatto bene al morale e alla forma fisica di entrambi, scatenati sin dalla palla a due contro i Magic e protagonisti della nona vittoria della squadra di Los Angeles nelle ultime dieci giocate: George chiude con 26 punti, 9 rimbalzi e 5 assist a cui si aggiungono i 24 punti realizzati da Leonard. Continua invece la stagione disastrosa dei Magic, costretti ad aggrapparsi a Terrence Ross come unica risorsa da sfruttare a gara in corso: l'ex giocatore dei Raptors chiude con 24 punti con 8/12 al tiro, confermandosi uno dei talenti più produttivi dell'intera NBA in uscita dalla panchina. Orlando però tira con il 36% di squadra e incassa la decima sconfitta nelle ultime 12 gare. 

NEW YORK KNICKS-CLEVELAND CAVALIERS 102-81 | Immanuel Quickley, il rookie scelto al primo giro dai Knicks, conferma sempre giù il suo ruolo centrale alla guida di questa nuova versione della squadra di New York, protagonista in positivo con i suoi 25 punti in uscita dalla panchina nel successo che permette ai ragazzi di coach Thibodeau di interrompere una striscia di tre sconfitte. Ai suoi canestri si aggiungono quelli di RJ Barrett, autore di 24 punti, e di un Julius Randle da 16, 8 rimbalzi e 6 assist. Minimo stagionale invece per Cleveland, che non riesce mai a trovare il fondo della retina in un match chiuso tirando con meno del 35% di squadra dal campo. Degli 81 punti complessivi a referto che condannano la squadra dell’Ohio alla terza sconfitta nelle ultime quattro gare, 24 portano la firma di Darius Garland, mentre 17 con 5 assist sono quelli di Collin Sexton. Drummond invece fa la voce grossa a rimbalzo catturandone 15, ma in attacco il risultato è modesto: 4 punti e 2/7 al tiro. 

CHARLOTTE HORNETS-INDIANA PACERS 108-105 | Gli Hornets vendicano la sconfitta di due giorni fa contro i Pacers segnando 64 punti nel miglior primo tempo della stagione per percentuali (61%) e tenendo gli avversari a 45 nella ripresa. Tutto il quintetto di coach Borrego ha chiuso in doppia cifra, guidato dai 19 a testa di PJ Washington e Terry Rozier, ma sono stati soprattutto i 16 punti con 6 rimbalzi e 7 assist di LaMelo Ball a rubare la scena, con una super schiacciata a rimbalzo d’attacco volando su Domantas Sabonis. In questa stagione i Pacers non sono mai riusciti a vincere entrambi gli incontri giocati contro la stessa squadra per due partite consecutive, dividendosi sempre la posta con gli avversari. Stavolta non sono bastati i 22 con 11 rimbalzi e 6 assist di Sabonis né i 21 di Malcolm Brogdono i 20 di Myles Turner, anche se coach Bjorkgren non è sembrato preoccupato: “Ci siamo battuti stasera, semplicemente hanno fatto meglio di noi”.

TORONTO RAPTORS-SACRAMENTO KINGS 124-126 | Terzo successo consecutivo per i Kings, che dopo un periodo di appannamento sembrano aver ritrovato lo smalto di inizio stagione. Merito del 55% al tiro di squadra e di cinque giocatori sopra quota 16 (Barnes 26, Fox 24, Hield 22, Whiteside e Joseph 16), nonostante le 9 palle perse nell’ultimo quarto che avrebbero potuto compromettere un successo ormai acquisito. Toronto ha provato fino all’ultimo a rimettere in piedi la partita, guidata dai 32 punti di Pascal Siakam e i 26 di Fred VanVleet insieme ai 17 di Kyle Lowry. Ancora una volta però i canadesi trapiantati in Florida hanno pagato un brutto inizio di partita, chiudendo il primo quarto già sotto di 12 lunghezze e toccando anche il -17 nella seconda frazione di gioco. E dire che solo lo scorso 8 gennaio avevano segnato 144 punti sul campo dei Kings, il loro record di franchigia.