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NCAA

Dalla preseason al Torneo: ecco i termini chiave per seguire l'NCAA

March Madness, Division I, Selection Sunday e molti altri
09.01.2015 15:00 di Massimiliano Zanotti  articolo letto 134 volte

La National College Athletic Association è la principale associazione ad organizzare e gestire le attività sportive delle università statunitensi. In ogni sport i college sono suddivisi in 3 Division a seconda delle loro dimensioni e dei mezzi finanziari a disposizione delle attività sportive dove la Division III è quella più bassa dove non sono ammesse borse di studio sportive mentre la Division I è quella di elite che normalmente si commenta quando si parla di football o basket. Solo nel football esiste una ulteriore differenziazione all’interno della Division I tra la elitaria Football Bowl Subdivision (FBS) e la Football Championship Subdivision (FCS). Nel rispetto di determinati vincoli in termini di numero di sport gestiti e anche di investimenti economici, sono autorizzati i passaggi di un’università da una Divison all’altra.

La Division I del basket maschile quest’anno è composta da 351 squadre suddivise in 32 Conference, diverse tra loro per numero di squadre che le compongono ed organizzazione interna. Tutte le 351 squadre hanno anche la formazione femminile tranne The Citadel e VMI, college militari che per questo motivo sono stati esentati, e tra le Independent, cioè non affiliati a nessuna Conference, è rimasta un'unica università: NJIT.  La stagione del basket college è divisa in 3 periodi: pre-season, regular season e post-season. Visto che il campionato inizia a Novembre e le partite di Conference normalmente nel mese di Gennaio, nel periodo di pre-season ogni università è libera di organizzarsi il calendario delle partite cosiddette di non-Conference. In questo periodo da alcuni anni ai tradizionali tornei come il Preseason NIT o il Maui Invitational, se ne sono aggiunti una miriade più o meno importanti ed alcuni Challenge, il più famoso dei quali è l’ACC-Big Ten Challenge che si ripete annualmente dal 1999 e vede incontrarsi appunto le squadre di queste due Conference. Challenge e tornei stagionali offrono maggiore visibilità e ritorni economici rispetto alle singole partite, ma ai fini del campionato non hanno nessuna particolare utilità.

Per definire il calendario della regular-season ci sono Conference che usano la formula all’italiana, altre che sono suddivise in 2 Division con partite di andata-ritorno all’interno della stessa division e incontro singolo con quelle dell’altra division ed altre ancora che hanno formule miste, fermo restando che squadre della stessa Conference devono incontrarsi tra di loro almeno una volta all’anno. Al termine della regular season tutte le Conference, tranne la Ivy League che viene vinta dalla squadra in testa alla classifica, organizzano i Conference Tournament, tornei ad eliminazione diretta anche qui strutturati con le più disparate formule (con o senza teste di serie, con o senza bye di uno o più turni) che servono per determinare la squadra campione e finiscono tra metà e fine Marzo.

Il termine March Madness coniato dai media a stelle e strisce per descrivere il mese nel quale si giocano le ultime partite di regular season ed i Conference Tournament da solo fa capire quale sia l’attenzione che i tifori prestano a questi incontri e le follie che sono disposti a fare per assistervi. Finita la stagione regolare c’è la post-season nella quale agli storici NCAA Tournament e Postseason NIT, da alcuni anni se ne sono aggiunti altri 2: il College Basketball Invitational (CBI) e il CollegeInsider.com Postseason Tournament (CIT). La partecipazione alla post-season è ad inviti, nel senso che gli organizzatori dei Tornei invitano le squadre con i migliori record che non partecipano ad un torneo maggiore.

Nell'NCAA Tournament, il principale torneo a cui tutti ambiscono per prestigio e soldi, ci sono 32 posti assegnati di diritto alle squadre campioni delle rispettive Conference, gli Automatic bid, mentre gli altri 36 posti, i cosiddetti At-large-bid, vengono decisi dal Committee, un gruppo di 10 tra Athletic Director e Commissioner NCAA, seguendo regole e principi molto soggettivi. L’unico vero dato oggettivo che il Committee deve prendere in considerazione è il Rating Percentage Index (RPI) delle squadre, un indice che viene calcolato sulla base del record delle squadre pondearto in base agli avversari.

Nel corso della cosiddetta Selection Sunday questo Committee comunica i nomi delle squadre invitate At-large e la composizione dei 4 Regionals che compongono il Tournament con l’attribuzione della teste di serie ad ogni partecipante. Trattandosi di 68 squadre, per arrivare ad un normale tabellone che noi definiremmo tennistico a 64, le 4 peggiori Automatic-bid e le 4 peggiori At-large-bid si incontrano tra di loro nel primo turno detto “First four”, dopodichè vengono giocati “Second Round”, “Third Round”, “Regional semifinals”, “Regional finals” e “Final Four”. Le squadre che superano il terzo turno entrano nelle “Sweet 16” mentre chi arriva al quarto fa parte delle “Elite 8”, termini che sono da tempo entrati nell’uso comune. Purtroppo i tanti termini tecnici e la mancanza di uniformità non consentono di semplificare più di tanto la descrizione di un meccanismo complesso come quello NCAA ma magari adesso seguendo il prosieguo della stagione qualcosa sarà più chiaro.


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