Cinciarini, Abass ed il gioco di Buscaglia: le note di gara 2

Alcune note tecniche sulla seconda sfida di semifinale tra l'Olimpia e la Dolomiti Energia
 di Domenico Landolfo  articolo letto 856 volte

Finisce con i fischi, la richiesta neanche troppo velata di un "repulisti" generale, per una Milano che mostra solo sprazzi millesimali del suo talento, cedendo contro una Trento che ancora una volta dimostra come il sistema possa battere anche la squadra più talentuosa. Ed ora sullo 0-2, la situazione della semifinale è sempre più complicata.

Abass e Cinciarini, giochi di sguardi
Per motivi opposti, i due che possono cambiare la serie. Ieri l'Olimpia ha vissuto di individualismi ha realizzato solo quando i suoi musicisti han performato gli assoli. Anzi, a voler essere onesti, ogni qual volta si è cercata la giocata sono arrivati disastri. Cinciarini ha predicato pallacanestro nel deserto, cercando sempre di imbeccare i compagni, ma se le spaziature non sono ottimali e se gli angoli di passaggio sono improbi, tutto diviene difficile. Eppure il capitano si butta forte su ogni pallone, ci mette la faccia come sempre, così come Abass, gettato un po' per caso nella mischia e che diventa cacciatore di teste con difesa aggressiva e tiri importanti. I motivi per cui venga tirato fuori dal match nel quarto periodo sono degni di trattati di teologia minoritaria, ma la sua fisicità e la sua intensità sono la chiave per svoltare. Anche se, citando Giordano, la solitudine dei numeri primi non finisce bene e la coralità fino a questo momento sta facendo la differenza.

The importance of being Aaron Craft
Era cresciuto a Ohio State come un giocatore che doveva essere completo, tosto in difesa come i Buckeye ma funzionale ad un attacco di movimento. Se in gara 1 aveva dimostrato di essere un gran passatore, oggi ha dimostrato le sue doti balistiche, ma ancor di più di leadership. È lui in ogni pausa a chiamare nell'huddle i compagni, è lui la longa manus di Buscaglia nell'equilibrare i movimenti e le situazioni. Nel momento topico di Milano tiene a galla Trento con un buzzer pazzesco e serve due cioccolatini a Forray che, dopo una gara passata a rubare palloni, a sbucciarsi le ginocchia e a mostrare perché è il capitano di questo gruppo, tira fuori due bombe che sono attributi puri, cioè quello che è mancato a Milano. Craft ha reso possibile quello che sembrava impossibile e laddove il gioco di individualismi dell'EA7 non ha pagato, il play trentino ha sempre avuto ben chiaro dove fossero i suoi compagni e, da buon generale, ha gestito al meglio le situazioni e vinto la battaglia.

Flaccadori e la sfuriata
Jarabe da Palo cantava la "flaca" e la via Flacca è una costiera panoramica del pontino che ti meraviglia ad ogni insenatura: Flaccadori che ha bel nome un richiamo a questi riferimenti e ieri li ha uniti al meglio in quella sfuriata che fa la differenza nel secondo tempo. Sinuoso come com la musica, meraviglioso nella pulizia balistica e nelle scelte. È il pretoriano designato di Trento, porta a casa una fetta di partita e un nuovo mattoncino per la crescita della sua giovane carriera.

Tutti a Trento, potrà cambiare qualcosa?
La curva milanese ha chiesto le dimissioni, dopo due sconfitte molto pesanti e figlie di scelte tecniche sbagliate. Eppure nel bel mezzo della serie se non sai scuoterti non cambi il trend, specie perché adesso Milano ha il dovere di vincerne almeno una in trasferta per provare a riportare la sfida al Forum e sperare ancora. Il problema sono le 48 ore tra ogni partita, l'impossibilità di una vera svolta e la conseguenza di poter peggiorare le cose. Al di là di alcuni cambi visibilmente errati, ciò che ha fatto la differenza è stato il dare cuore, inerzia al gioco meneghino. Trento vince nonostante una percentuale assurda in negativo dalla lunetta, mettendo il gioco sui binari di una partita brutta, sporca e cattiva in cui il talento del più forte avversario non si esprime. Cambiare tanto per cambiare non è una soluzione, ma a Milano serve più che una lavagna tattica o una seduta tecnica di video per poter ribaltare l'inerzia.

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