La Coppa Italia è lì, ad un passo, a 40 minuti. Ora toccherà ad Olimpia Milano e Sidigas Avellino andarla a prendere, nella finalissima di oggi pomeriggio (ore 18, diretta Rai Sport 1 e Radio Hinterland) al Forum di Assago. I biancorossi attendono di alzarla da 20 anni, pieni di illusioni e delusioni (soprattutto gli ultimi), ed ora hanno la grande occasione di colmare il vuoto e riportare l’atteso trofeo in bacheca, vinto invece dagli irpini nel 2008. Ci arrivano da favoriti, un pronostico rafforzato dalla doppia prova di forza contro Venezia e Cremona, ma contro una squadra reduce da nove vittorie consecutive.
Una di queste arrivata proprio contro l’EA7-Emporio Armani e ad al Forum, fermando l’incredibile striscia di 41 vittorie consecutive interne di Gentile e compagni. In casa Olimpia il ricordo è freschissimo: “Abbiamo probabilmente giocato i peggiori 5 minuti della nostra stagione - dice Kruno Simon - e lo abbiamo pagato con la sconfitta. Ma se giocheremo come nelle prime due gare, la Coppa non ci sfuggirà”. E questa sarà la chiave: con l’applicazione difensiva mostrata in quarti e semifinali, difficile possa esserci una squadra al livello di Milano, seppur la Scandone sia sicuramente più in forma e lunga delle precedenti avversarie.
La squadra di Sacripanti si presenterà al completo, mentre per Repesa, oltre alle assenze degli infortunati Gentile e Cerella, ci sarà il solito rebus del turnover. Sinora il coach croato ha sempre sorpreso, facendo scelte impreviste che hanno però pagato dividendi altissimi: oltre a Barac, unico rimasto sempre fuori, servirà un altro escluso. Contro una formazione solida vicino a canestro, potrebbe rientrare Batista, togliendo un esterno (Kalnietis o Lafayette?), ma sono solo ipotesi, che verranno sciolte alla palla a due. Poi a parlare sarà solo il campo, per capire se Milano infrangerà il tabù oppure se sarà Avellino a festeggiare un clamoroso trionfo.
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