“I più forti e la squadra da battere siamo sempre noi”. Non è stato detto a parole, ma è stato il campo a parlare, con il messaggio lanciato dall’Olimpia Milano a Reggio Emilia ed alle altre avversarie di campionato, aspettando i playoff. Non era una partita come le altre di fine stagione, nonostante il primo posto già matematicamente raggiunto da un paio di settimane: la rivalità creata dagli ultimi scontri diretti, valsi scudetto e semifinale di Coppa Italia, ha dato delle motivazioni extra alla formazione di Repesa, anche vogliosa di superare il periodo poco brillante tra infortuni e sconfitte.
Si è visto sin dai primi minuti, con l’approccio di chi non voleva lasciare certo via libera ad una delle principali candidati a mettersi sulla strada del 28° scudetto, ma mostrando concentrazione, carica ed anche un po’ di sana rabbia agonistica. E, come ha già dimostrato abbastanza nettamente il resto della stagione italiana, quando l’EA7 scende sul parquet con queste caratteristiche, non ha avversarie alla sua altezza, nonostante una Grissin Bon reduce da cinque successi consecutivi. Era stata la stessa cosa contro Venezia, nel match decisivo per il primato, ed a Sassari, nonostante mezza squadra fuori per infortunio.
Una prova di forza importante, in cui si è vista anche una crescita generale di condizione, dovuta alla possibilità finalmente di lavorare in palestra nel corso della settimana, oltre al recupero del roster quasi al completo. Ed i campioni d’Italia potrebbero avere un uomo in più per i playoff. Non stiamo parlando di mercato e dell’insurance player (che potrebbe comunque arrivare), ma di Miroslav Raduljica. La ‘frecciatina’ di Repesa corrisponde a quanto visto sul campo: dall’arrivo di Tarczewski sembra avere un altro atteggiamento, molto più positivo e concentrato. E, anche senza fare 20 punti in 14 minuti come domenica, sarebbe un’ulteriore arma per la volata tricolore.
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