Nunnally: "Milano, situazione ideale. Eurolega? Tutto può succedere"
E' il giorno di James Nunnally in casa Olimpia Milano. L'ultimo acquisto della formazione biancorossa è stato presentato alla stampa, in questo mercoledì pomeriggio, con le prime parole da giocatore dell'AX Armani Exchange, con cui debutterà venerdì sera sul campo del Gran Canaria. Le sue prime sensazioni, perché è arrivato all'ombra della Madonnina, cosa potrà dare ai tricolori e le sue ambizioni in Italia e, soprattutto, in Eurolega.
Come si vince un'Eurolega?
"Bisogna crederci e giocare essere sempre uniti, sia in attacco che in difesa. Sapersi sacrificare per il bene della squadra".
Quante percentuale di playoff in Eurolega per l'Olimpia?
"Tutto è possibile, difficile dire di più adesso"
Quali sono state le tue prime impressioni sulla squadra?
"Una squadra di grande talento. Tutti vogliono competere al massimo livello possibile. Se troviamo la giusta chimica, tutto può succedere".
Quale compagno ti ha impressionato di più nel primo allenamento?
"Sono impressionato da tutti".
Nell'ultimo periodo ha giocato poco, quali sono le tue condizioni?
"Sono in grande forma. Mi sono allenato tantissimo prima e dopo le partite".
Hai chiesto consigli o informazioni su Milano a D'Antoni?
"Non gli ho chiesto consigli, però quando gli ho detto che andavo a Milano è stato molto contento".
Cosa ti ha detto Pianigiani e qual è il tuo ruolo?
"Mi ha detto solo di essere me stesso, cioè James Nunnally"
Cosa è cambiato quando eri leader ad Avellino e sei passato al Fenerbahce?
"Nelle grandi squadre tutti devono sacrificarsi. E lo farò anche qui"
Per la prima volta entri in corsa, come affronti questa situazione?
"Il basket è il basket, sono qui da tre giorni ed è difficile da dirlo. Però a prima vista non mi sembra difficile, ma mi renderò conto meglio quando inizieremo a giocare le partite".
Cosa ti ha convinto ad accettare l'offerta di Milano?
"Ho sentito che avevano bisogno di me e potevo essere un pezzo importante del puzzle. Essendo stato in situazione vincente, ho riconosciuto che questa poteva essere la situazione ideale per essere importante".
Cosa ti ha convinto a lasciare l'NBA ed arrivare a Milano?
"Volevo giocare. In America mi sono allenato tanto, ma non mi veniva riconosciuto. A questo punto della mia carriera, io voglio giocare. Ma so che a Houston con D'Antoni avrei giocato, però è subentrato il lato business in NBA e ho dovuto lasciare".
Quanto sei cresciuto sotto Obradovic?
"La stagione chiave è stata quella di Avellino, poi negli ultimi due anni sono cresciuto. Ma la situazione è sempre stata di una crescita graduale, con ottimi compagni di squadra e grandi allenatori".
Pianigiani ha detto che nessuno deve mettere pressione eccessiva su te, ma le aspettative sono tante. Pensi di essere l'uomo giusto per guidare Milano ai playoff di Eurolega?
"Non sento pressione, l'ho avuta in passato. Sono qui per aiutare, venendo da situazione vincente. Non è mai un giocatore, ma un gruppo ad ottenere risultati importanti. Sono qua per aiutare la squadra a vincere qualche partita e per dare il massimo".
