Perdere a Brescia, dopo nove vittorie di fila, ci poteva anche stare, farlo in casa contro il (l’ex) fanalino di coda Pesaro no, è inaccettabile per l’Olimpia Milano e per la sua storia. L’atteggiamento molle, una grinta lasciata negli spogliatoi e la convinzione di aver già vinto in partenza sono un segnale pessimo, che la squadra di Pianigiani non può permettersi, visto che tra meno di due settimane inizieranno i playoff e, di fronte, ci saranno squadre assatanate. Sin dal primo turno, visto la rivale potrebbe essere una tra Bologna, Varese o Cantù, tutte squadre che non regaleranno nulla.
Una sconfitta che toglie quel credito e la fiducia faticosamente riguadagnate con la serie di successi consecutivi, come dimostrano i fischi (meritatissimi) del pubblico del Forum, che non perdonerà nulla ai biancorossi, dopo una stagione al momento deludente, sia in Italia che in Europa. Il coach toscano sa bene che la mentalità vincente si crea anche con queste gare, visto che la sua Siena non lasciava le briciole alle avversarie italiane, spesso nemmeno nelle amichevoli estive. Non è, invece, riuscito a trasmettere la giusta carica alla squadra e parlare dell’assenza di Goudelock e della preparazione verso i playoff non fa bene, di fronte ad una prestazione così sconcertante, contro un’avversaria con sette giocatori (e un ragazzino).
Ovviamente la colpa è da dividere equamente con i giocatori, che non hanno scusanti per essere scesi in campo senza la giusta concentrazione e grinta. La sconfitta ha anche dei riflessi sulla classifica: a meno che l’EA7 non decida di fare il bis domenica prossima con Pistoia, il primo posto si deciderà all’ultimo turno al Taliercio, ma ora non basterà più vincere per Milano. Cinciarini e compagni dovranno anche ribaltare il -4 dell’andata: non uno scarto pesante, ma comunque un ostacolo in più per conquistare la pole position e garantirsi il fattore campo per l’intera post-season.
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