Il futuro di Kevin Durant, tra il giallo sulla sua operazione e la free agency

In un solo istante, il futuro del numero 35 di Golden State, e della lega (Knicks in primis), rischia di essere cambiato. Ecco come
13.06.2019 07:50 di Paolo Terrasi Twitter:    Vedi letture
Il futuro di Kevin Durant, tra il giallo sulla sua operazione e la free agency

La rottura al tendine d'achille di Kevin Durant, un istante sul campo da gioco, avrà una eco spaventosa, che influenza tantissime parti in causa, incluso il futuro di tutta la NBA. 
Il numero 35, in primis, si trova a fare i conti a 31 anni con un infortunio gravissimo, che ha rovinato la carriera della maggior parte dei giocatori che l'anno sofferto. Potrà chiedere consigli al suo compagno DeMarcus Cousins, infortunatosi un anno e mezzo fa e rientrato tra alti e bassi, e trarre ispirazione da Dominique Wilkins, unico caso di giocatore "migliorato" dopo il tremendo infortunio. Ma è indubbio che la carriera di Durant sia ad un bivio, causato dalla voglia di tornare in campo ed aiutare i suoi compagni a rimontare una finale che rischia di sfuggire di mani. 

Già, i compagni: Golden State ha respinto al mittente tutte le accuse di aver forzato il rientro del due volte MVP delle Finali, e la reazione della squadra e della società, visibilmente scossa ben oltre il banale senso di colpa, è stata commovente, e potrebbe aver convinto l'ex OKC a restare. D'altronde, Durant è in possesso di una opzione da 30 milioni di dollari, ed ha 19 giorni per esercitarla. Il rischio di rimanere fermo per 12 mesi, occupando una cospicua fetta del monte ingaggi dei campioni è molto concreto, ma se c'è una squadra che se lo può permettere, in termini tecnici prima ancora che economici, sono proprio i campioni. Tuttavia, un dettaglio getta alcune ombre su questo "affetto": la conferenza stampa di coach Kerr, iniziata in ritardo, annunciava nessun dettaglio circa Durant, ma pochi minuti dopo l'ex Longhorn comunicava di aver terminato con successo la sua operazione. Errori di comunicazione, pretattica, o incomprensioni potenzialmente distruttive? 

Le altre squadre rimangono alla finestra, Knicks in primis (secondo alcuni, i veri sconfitti di Gara 5). Difatti, nonostante rischia di essere altamente controproducente firmare Durant adesso, col rischio di un anno bruciato, le maggiori squadre interessate ai servizi dell'MVP 2014 confermano senza esitazione di essere interessate ancora alla caccia al free agent di grido. Anche qui, potrebbe essere pretattica per non apparire esitanti: il valore di Durant non si discute, e rimane una scommessa da fare ad ogni costo, ma quante squadre possono permettersi di rischiare di compromettere un anno aspettando il 35? E, nel caso di Knicks e Nets, quale All Star si accollerebbe un anno in solitudine, a tirare la carretta (considerato anche che l'indiziato partner numero 1 di Durant sarebbe Kyrie Irving, già reduce da una esperienza simile a Boston con il primo non-anno di Gordon Hayward)?
In sintesi, Durant non faticherà certo a riscuotere tanto denaro sonante il prossimo anno, nonostante il suo status; la vera domanda è, da chi verrà pagato e con chi (non) condividerà lo spogliatoio?