McCollum e Turner guidano Portland, Kawhi allo scadere elimina Phila

I risultati dei playoff NBA: Ad Ovest Portland raggiunge Golden State in finale grazie ai 37 del numero 3, ad Est una conclusione al cardiopalma premia i canadesi per sfidare i Bucks
13.05.2019 08:34 di Paolo Terrasi Twitter:    Vedi letture
McCollum e Turner guidano Portland, Kawhi allo scadere elimina Phila

Denver Nuggets-Portland Trail Blazers 96-100 (Portland vince la serie 4-3)
E' stata una gara 7 sporca, piena di errori, stecche importanti, colpi di scena, e personaggi inattesi. Alla fine a trionfare sono i Blazers, che cancellano un passivo di 17 punti accumulato nel primo tempo e sbancano Denver per la seconda volta nella serie. Protagonista indiscusso CJ McCollum, che guida Portland con i suoi 37 punti nella serata nerissima di Lillard (3 su 17 dal campo, di cui 1 solo canestro segnato su azione prima del quarto quarto), mentre per i Nuggets non bastano i 29 con 13 rimbalzi di Nikola Jokic, monumentale per quasi tutta la gara ma protagonista di diversi errori sanguinosi nel finale. 
Denver era partita fortissimo, viaggiando già sul +12 in un primo quarto dove la difesa dei padroni di casa aveva tenuto i Blazers al 27% al tiro, e si era confermata anche all'inizio del secondo quarto, toccando il +17, grazie alla partita fantasmagorica (in senso negativo) di Damian Lillard. Gli ospiti tuttavia rimangono aggrappati con le unghie e con i denti alla partita, con le scelte di Stotts che pagano dividendi (tanti minuti per Collins, Hood e spazio anche per Leonard), ed i Blazers che rosicchiano punti fino a rientrare sotto la doppia cifra di vantaggio all'intervallo. La luce si spegne per i Nuggets nel terzo quarto, con gli avversari che risalgono la china conquistando anche il primo vantaggio della gara, nonostante l'infortunio di Rodney Hood, e le due squadre vanno all'ultimo riposo con il +1 per Denver. Nel quarto quarto fa capolino anche il numero 0, che dopo aver segnato un solo canestro fin lì segna due triple (una su un errore macroscopico di Jokic) per scavare il solco, difeso dalle giocate di un epico McCollum e dai punti a sorpresa di Evan Turner: 7 punti in tutti i playoff, 4 in tutta la serie prima di oggi, l'ex New Orleans chiude con 14 punti di cui 10 nell'ultimo quarto, ed è l'eroe, insieme al numero 3, di questa Gara 7. Portland torna alle finali di Conference per la prima volta dopo 19 anni, Denver chiude qui una strepitosa stagione che lascia ottimi presagi per il futuro, oltre a qualche rimpianto per il presente. 

Toronto Raptors-Philadelphia 76ers 92-90 (Toronto vince la serie 4-3)
E la NBA non raddoppia solo a livello numerico, ma anche a livello di emozioni: Gara 7 tra Sixers e Raptors si risolve soltanto dopo la sirena, con il tiro di Kawhi Leonard che balla quattro volte sul ferro prima di entrare e regalare la finale di conference contro i Bucks ai canadesi. Il primo tempo è ancora più "Gara settesco" della partita di Portland, con punteggi bassissimi e tanti, tanti errori, incluso il 6-0 dei primi cinque (!) minuti.  L'inerzia della gara è nelle mani dei padroni di casa, che più volte però si addormentano e fanno rientrare in gara Philadelphia: succede già nel primo quarto, con il 14-2 degli ospiti che riporta avanti i rossoblù, prima del forcing del numero 2 e di Kyle Lowry, che nonostante una storta al dito gioca una eccellente pallacanestro e guida Toronto al +4 all'intervallo. Il copione si ripete alla ripresa delle ostilità: Raptors che si portano avanti di nove punti, Sixers che piazzano il contro parziale di 14-0 per portarsi avanti di cinque lunghezze, canadesi che col controstrappo dovuto ai rimbalzi offensivi (saranno 16, 11 in più degli avversari) si riportano avanti. Il Quarto quarto è pura epica cestistica, con giocate, canestri importanti da diversi protagonisti, giocate dure e fisiche, errori, e giocate sul dolore (citofonare Jimmy Butler e la sua caviglia zoppicante). E' proprio il numero 23 a scrivere quello che sembrava l'ultimo capitolo della contesa, quantomeno nei regolamentari: contropiede su errore ai liberi di Leonard, e parità a quota 90 con 4 secondi e spicci da giocare. Prima della magia assoluta del numero 2, che corona una gara pazzesca da 41 punti con 39 tiri, con il punto esclamativo sulla serie. Il suo plus minus, per una volta, è tuttavia negativo: segno che la gara è stata vinta anche grazie ai contributi di Serge Ibaka dalla panchina (17 con 8 rimbalzi) e di Kyle Lowry (10 punti, 6 assist, 6 rimbalzi, ma una serie interminabile di "intangibles"). I Sixers avranno il rimpianto di una serie di attacchi asfittici ed occasioni buttate, nonostante la doppia doppia di Joel Embiid (21+11, ma 1/6 da tre punti) e la gara convincente di Tobias Harris. Si aprirà una estate lunga e complicata, ma il materiale buono in Pennsylvania c'è.