Pagelloni Free agency, Vol 5: Warriors e Celtics atterrano in piedi?

A mercato concluso, vediamo e votiamo le mosse di vincitori e vinti dell’ultimo mercato: gli ultimi "promossi", i Celtics ed i Warriors rimangono a galla
17.07.2019 18:00 di Paolo Terrasi Twitter:    Vedi letture
Pagelloni Free agency, Vol 5: Warriors e Celtics atterrano in piedi?

L'estate entra nel vivo, e cominciano ad andare in vacanza anche i GM delle squadre NBA, dopo il mercato più convulso della storia recente della lega. Tantissimi giocatori hanno cambiato casacca, tante stelle hanno spostato i loro talenti altrove, e conseguentemente, modificato i rapporti di forza ed il panorama della lega. In questo marasma, qualcuno è caduto dai piani alti, ma ha trovato il modo di atterrare in piedi e rimanere vicino alla cresta dell'onda: Golden State Warriors Boston Celtics, voto 6. 

Perdere Kevin Durant è un colpo durissimo (citofonare a Sam Presti), dal quale Bob Myers è riuscito comunque a ricavare qualcosa. Nonostante sia stato sacrificato anche Andre Iguodala, dirottato a Memphis per liberare spazio salariale, è arrivato un All Star come D'Angelo Russell. Il fit di D-Loading con gli ex campioni è impervio: il tiro c'è, eccome, ma l'esigenza di portare palla come si coniuga a quella di Steph Curry? L'ipotesi più probabile è che il numero 1 sia un "tappabuchi" di livello, per aspettare il ritorno dall'infortunio di Klay Thompson, previsto intorno all'All Star Break del prossimo anno. L'ex Lakers potrebbe quindi essere riconvertito in assets o giocatori per allungare la panchina, a seconda della necessità. Oppure, provare a far convivere "i tre Splash Brothers". Il futuro è meno roseo del recente passato, nella baia, ma Steve Kerr e soci avranno comunque armi con cui combattere nel selvaggio west. 

Non è tanto la partenza di Kyrie Irving, unitosi proprio a Durant in quel di Brooklyn, a fare male, ma quanto quella di Al Horford. Uncle Drew è stato infatti rimpiazzato da Kemba Walker, rinfocolando il dibattito sui due esistente già dai tempi NCAA, e considerando anche le problematiche "ambientali" portate dal simpatizzante terrapiattista, Ainge potrebbe anche averci guadagnato; ma la perdita dell'ex Hawks non è stata affatto colmata: il reparto lunghi di coach Stevens vede Kanter, Theis, Poirier e "Time Lord" Williams. Buoni giocatori, ma lontani anni luce dall'apporto difensivo e mentale del numero 42. Anche qui, si riesce ad atterrare in piedi, ma le prospettive sono meno rosee di quelle precedenti.