L'Olimpia a Trieste: “Raccogliere le energie, con determinazione”

L’Olimpia di scena all’Allianz Dome di Trieste rimaneggiata per le assenze di Brooks e Moraschini: obiettivo il ritorno alla vittoria.
25.01.2020 19:00 di Ennio Terrasi Borghesan Twitter:    Vedi letture
L'Olimpia a Trieste: “Raccogliere le energie, con determinazione”

Il ciclo di cinque trasferte consecutive si chiude domenica 26 gennaio a Trieste (palla a due alle 17.30, diretta su Eurosport Player), una città che storicamente significa molto per l’Olimpia, sia a livello societario (il legame di Adolfo Bogoncelli con Trieste è ben documentato) che di campioni del passato (Cesare Rubini, Romeo Romanutti, Gianfranco Pieri, Giulio Iellini, Sandro De Pol per citare i principali). L’Olimpia arriva a Trieste direttamente da Istanbul, dopo la battaglia difensiva sostenuta contro il Fenerbahce, estremamente dispendiosa sotto il profilo fisico. Ovviamente, le assenze di due italiani, Jeff Brooks e Riccardo Moraschini, riducono la rotazione a 10 uomini, com’era stato a Brescia.

L’OLIMPIA – La gara di Trieste da calendario doveva essere a Milano, ma la partita di andata si giocò a campi invertiti a causa dell’inagibilità del Pala Rubini. Così l’Olimpia si trova in una situazione anomala, non prevista dal calendario, di dover giocare tre gare consecutive di campionato fuori casa. La prossima sarà a Brindisi. Ironicamente è successo in coincidenza con il ciclo di tre gare esterne di fila anche in EuroLeague. La partita di Trieste sarà la numero 40 ufficiale della stagione di Milano.

COACH ETTORE MESSINA – “Sappiamo che è una patita in trasferta contro una squadra che, dopo un momento brutto, ha aggiunto giocatori di qualità e si sta giustamente affidando al lavoro di un eccellente allenatore come Dalmasson. Ovviamente, mi aspetto una partita difficile: dopo Istanbul, dovremo raccogliere tutte le energie che abbiamo e affrontarla con grande determinazione perché siamo coscienti che ci serva una vittoria”.

LA PARTITA DI ANDATA – Si giocò al Palalido e l’Olimpia cavalcando la mano di Michael Roll si impose 88-73. Roll segnò 22 punti in 24 minuti, in aggiunta ai 15 con sette assist di Sergio Rodriguez e i 13 di Luis Scola. Segnò in doppia cifra anche Paul Biligha (10). L’Olimpia prese in mano la partita presto, costruendo un vantaggio di 13 punti all’intervallo che poi ha amministrato alla distanza.

L’AVVERSARIO – Trieste ha cambiato pelle nelle ultime settimane, aggiungendo tre giocatori. In regia c’è adesso il veterano Ricky Hickman che ha già debuttato la scorsa settimana a Varese, nel reparto ali c’è un altro giocatore di grande esperienza (Pistoia, Torino, Venezia, Cremona) come Deron Washington e infine è arrivato come centro Riccardo Cervi. Anche lui ha esordito a Varsee. E’ appena partito invece il tiratore Arturs Strautins. Attualmente, la squadra allenata da Eugenio Dalmasson ha sette stranieri, quindi dovrà ricorrere al turnover. In regia oltre a Hickman, c’è l’argentino di passaporto italiano e scuola cestistica americana (Temple), Juan Fernandez; le guardie sono Daniele Cavaliero, la bandiera locale, e Kodi Justice. Le ali, oltre a Washington, sono DeQuan Cook (primo realizzatore di squadra oltre i 13 di media), l’ala forte Derek Cooke che porta giù quasi tre rimbalzi d’attacco a partita, l’altro veterano croato Hrvoje Peric (10.1 per gara) e Matteo Da Ros. I centri sono Akil Mitchell (7.3 rimbalzi a partita, primo di squadra, utilizzabile anche da ala forte) e appunto Cervi, che ha segnato 10 punti a Varese.

GLI ARBITRI – Alessandro Vicino, Lorenzo Baldini, Gianluca Capotorto.

I PRECEDENTI VS. TRIESTE – La Pallacanestro Trieste 2004 non è legata alla Pallacanestro Trieste che giocò in Serie A dal 1975/76 al 2003/04 e a sua volta non è collegata alla Ginnastica Triestina che vinse anche tre scudetti (1930, 1932 e 1934). Sul piano tecnico questa è la quarta partita di sempre tra questa Trieste e Milano: i precedenti risalgono alle gare disputate nelle ultime due stagioni e vinte tutte dall’Olimpia, 77-73 al Pala Rubini (19 punti di Curtis Jerrells) e 93-88 a Milano con 21 punti di Amedeo Della Valle la passata stagione, 88-73 al Palalido nel girone di andata con 22 punti di Michael Roll, 15 di Sergio Rodriguez e 13 di Luis Scola. Considerando il club che ha preceduto quello attuale, tra il 1975 e il 2004, l’Olimpia ha affrontato Trieste 45 volte con un bilancio di 34 vinte e 11 perse. A Trieste il record è 11-10 per la squadra di casa, a Milano è 23-1 per l’Olimpia. Il bilancio comprende i quarti di finale del 1991 (2-1 per Milano, allenata da Mike D’Antoni) e la semifinale di Coppa Korac del 1994 che si risolse con una vittoria per parte ma la qualificazione di Trieste per la finale.

LA TRIESTE CONNECTION – Daniele Cavaliero, triestino, ha giocato a Milano due anni, nelle stagioni 2004/05 e 2005/06 per un totale di 47 presenze in campo e 150 punti. Juan Fernandez, argentino di passaporto italiano, venne portato in Italia proprio dall’Olimpia nella stagione 2011/12 ma non ha mai giocato per l’Olimpia in una gara ufficiale. Ricky Hickman ha giocato a Milano nella stagione 2016/17 vincendo la Supercoppa e la Coppa Italia, quest’ultima assicurandosi il trofeo di MVP della competizione, nel successo di Rimini.

TRIESTE STORY – Il legame tra l’Olimpia Milano e la città di Trieste è indissolubile. Anche se Adolfo Bogoncelli era di Treviso, la sua avventura nel basket, cominciata a Modena, diventò rilevante quando fondò la Triestina Milano grazie alla sovvenzione – secondo le ricostruzioni dell’epoca – del Partito d’Azione. Quando il finanziamento cessò, prima trasferì la sua squadra a Como e poi la unì al Dopolavoro Borletti che aveva già vinto quattro scudetti. Era il 1948 e l’Olimpia ebbe molto dalla sua colonia triestina di cui il leader era Cesare Rubini (cui è dedicato il palasport di Trieste) che inizialmente fu giocatore e allenatore, poi solo allenatore vincendo in tutto 15 scudetti. Tra i grandi triestini dell’Olimpia vanno ricordati oltre a Rubini, Romeo Romanutti (sei scudetti, un titolo di capocannoniere con il Simmenthal) che era nato a Spalato ma cresciuto a Trieste, Gianfranco Pieri (il playmaker della prima Coppa dei Campioni, nove scudetti vinti), Giulio Iellini (playmaker di riserva di Pieri nella Coppa dei Campioni del 1966, in tutto quattro scudetti e due Coppe delle Coppe). Sono tutti membri della Hall of Fame dell’Olimpia. Ma c’è da ricordare che nel 1994 quando Bepi Stefanel rilevò l’Olimpia portò a Milano oltre al marchio anche numerosi giocatori tra cui Sandro De Pol (uno scudetto e una Coppa Italia nel 1996), altro triestino. Infine, un altro triestino, Renzo Vecchiato, ha giocato a Milano dal 1976 al 1978 nella parte iniziale della carriera.