Olimpia, una vittoria tra buoni e cattivi segnali. E Fontecchio saluta

L'azzurro va in prestito alla Vanoli Cremona fino a fine anno
 di Fabio Cavagnera Twitter:   articolo letto 1931 volte
Simone Fontecchio
Simone Fontecchio

Dopo tre sconfitte consecutive, serviva una vittoria per risollevare il morale e tenere il passo in classifica, prima di una sfida europea che ha quasi il sapore del dentro o fuori, anche se siamo appena all’inizio di dicembre. L’Olimpia Milano vista a Reggio Emilia non ha entusiasmato, ma è stata compatta e quasi sempre in controllo della partita, fino alla brutta gestione dell’ultimo minuto e mezzo, quando ha rischiato di buttare un successo già costruito, smettendo di giocare e ripetendo degli errori già visti in passato, con la tendenza a giocare in maniera individuale i possessi finali.

Due punti utili per restare agganciata al treno delle prime, con qualche nota utile per il futuro. Se Gudaitis è una certezza, ha dato segnali di risveglio Dairis Bertans: il lettone, dopo un ottimo inizio di stagione, ha vissuto un periodo difficile, tra problemi fisici e scarsa condizione. Al PalaBigi si è rivisto il giocatore utile in difesa e, soprattutto, chirurgico dal campo, quando ha avuto i tiri aperti. C’è stato qualche nuovo lampo, seppur senza continuità, di Cory Jefferson, mentre preoccupa l’involuzione di Amath M’Baye. Il giocatore concreto di inizio stagione ha lasciato spazio ad un elemento discontinuo, con molti più bassi che alti, con periodi completamente fuori partita.

La gara con la Grissin Bon è stata l’ultima (almeno per quest’anno) di Simone Fontecchio in maglia Olimpia Milano. L’azzurro non ha trovato spazio nelle rotazioni di Pianigiani (30 minuti totali di utilizzo in nove giornate) ed è stato ceduto in prestito alla Vanoli Cremona, fino al termine della stagione in corso. L’ex Virtus è stato a colloquio con il presidente Livio Proli al termine della gara contro gli emiliani ed ora cercherà di ritrovare minuti e fiducia agli ordini di Meo Sacchetti. Che potrà farlo crescere anche in chiave azzurra, dopo averlo chiamato per la prima finestra.