Serbia: l'amore per il basket e i 20.000 di Belgrado

In piazza c'era una folla festante per omaggiare i vice campioni olimpici.
25.08.2016 08:25 di Simone Mazzola Twitter:    Vedi letture
Serbia: l'amore per il basket e i 20.000 di Belgrado

L’Olimpiade ha incoronato Team Usa, ma sebbene i vincitori morali nello sport non ci siano, la Serbia si è eretta come seconda forza mondiale alle Olimpiadi, dopo aver conseguito un secondo posto nei mondiali e un quarto agli europei. Sembrerebbe il palmares di una generazione al capolinea, ma se invece togliamo il ritiro nella giornata di ieri di Stefan Markovic, questa squadra ha ancora margini di crescita dettati da un’età ancora verde.

Era tanto tempo che la Serbia non andava a medaglie e più precisamente da Atlanta 96, ma lì si parlava ancora di Yugoslavia. L’unico denominatore comune tra i due traguardi, è Sasha Djordjevic, perchè averlo significa medaglia: prima in campo e poi in panchina. Anche nel 1995 quando vinsero gli europei c’era lui, con una sparatoria da 41 punti contro i 30 di Marciulionis. Da quel momento c’è una tradizione a Belgrado, ovvero aspettare la squadra nella piazza principale per festeggiare la vittoria o la medaglia. Come ci ha raccontato Strahinja Klisaric per esperienza diretta è ormai consuetudine che dopo una vittoria in uno sport di squadra si celebri in piazza e per questa medaglia d’argento, di fronte a Teodosic e compagni, c’erano 20.000 persone a festeggiare.

E’ vero che in questo caso c’erano ben sette medaglie da onorare di cui quattro nello sport di squadra con basket maschile, femminile, volley femminile e l’oro nella pallanuoto. C’è anche da ricordare che i 20.000 presenti fanno parte di una popolazione di settemilioni complessivi e quindi con una percentuale spaventosa.
Ma come ci dice Strahinja: "il vero sangue che pompa nelle vene sportive della Serbia è il basket" e ogni vittoria di questo sport infiamma i popoli, come ben ricordiamo con il palazzetto della Stella Rossa.
Dopo la sconfitta con gli Stati Uniti c’è stato ben poco tempo per lo scoramento e la delusione, infatti tutti i tifosi si sono riversati nelle strade per festeggiare e godere di un momento che ha fatto schizzare al cielo l’autostima sportive di un’intera nazione.
Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta, ma i tifosi serbi non hanno dimenticato quella sconfitta ai mondiali 2010 quando Tunceri in modo evidentemente irregolare segnò il canestro vittoria a 0.5” dalla fine regalando la finale ai padroni di casa e l’ennesima delusione per una nazione che da anni attendeva di gioire per davvero.

Ora è arrivato il momento di farlo con l’orgoglio di sapere che questa potrebbe non essere una rondine chef a primavera, ma una solida realtà anche per il futuro.