Intervista esclusiva a Chris Itz di Pounding the rock, che ci ha raccontato molti retroscena della stagione.
Continuano le interviste esclusive di Basketissimo che dopo aver parlato con Patrick Laney della squadra del momento, gli Atlanta Hawks, oggi affronta il tema tanto caro a noi italiani dei San Antonio Spurs.
Ci conduce nel mondo neroargento il giornalista Chris Itz del blog www.poundingtherock.com che segue da vicino la squadra e quindi i nostri Ettore Messina e Marco Belinelli.
-Come valuti la stagione degli Spurs sino a qui? Hanno dovuto fronteggiare diversi problemi fisici ma rimangono competitivi e con un record di tutto rispetto.
Ovviamente non è una stagione completamente soddisfacente fino ad ora a causa degli infortuni e un calendario che nel mese di dicembre è stato a dir poco brutale. Detto questo sono molto ottimista in un miglioramento sostanziale del record ora che sono sani e all’inizio di un periodo con partite molto più alla portata.
-La squadra ha visitato la Casa Bianca per sancire la vincita del titolo, c’è qualche aneddoto che vuoi raccontarci? In Italia si è parlato del look di Marco e del vestito oversize di Timmy.
Si è vero il vestito di Tim era abbastanza largo perché è notorio che non sia molto interessato alla moda, tant’è che quando l’NBA inserì il dress code lo definì “una grossa cagata”. L’uscita è stata molto divertente perché detta dalla sua bocca suona strana, ma credo che lui sia stato l’unico tra squadra e coaching staff a non aver indossato la cravatta. Personalmente avevo scommesso sul fatto che non l’avesse mai messa in vita sua e di sicuro ho vinto fino alla prima volta in cui si è dovuto presentare alla corte di Bill Clinton, dove non ha potuto esimersi.
-Cosa ne pensi della stagione di Marco in relazione alla scorsa? Noti differenze/miglioramenti nel suo gioco?
Sicuramente sarà in grado di replicare la buona stagione passata al tiro e credo che possa succedere con la squadra più sana e al completo. Questo potrebbe garantirgli migliori sguardi a canestro e percentuali migliori. E’ nel contract year e nel caso tenesse numeri leggermente minori rispetto alla scorsa stagione sarebbe più facile per gli Spurs rifirmarlo, cosa che spero molto.
-Cosa ne pensi del ruolo di Ettore Messina nell’organizzazione? Pensi possa sostituire Popovich un giorno?
E’difficile capire anche per noi quale sia il ruolo preciso di Messina, ma credo che comunque si sia inserito nel modo giusto perché è sempre vicino e collaborativo con Popovich. Penso che siano due persone complementari e mi piace immaginarli a cena che parlano di tutto tranne che di basket. Sul suo futuro in panchina non saprei, sarebbe bello vederlo prendere il posto di Popovich, ma questo potrebbe succedere tra diversi anni e non sono certo che Ettore voglia aspettare questo tempo per diventare capoallenatore.
-Ci sono tante ottime squadre a ovest in questa stagione, ma gli Spurs hanno sempre dimostrato di saper vincere quando più conta. Quale squadra credi possa dar più fastidio alla truppa di Popovich?
Essendo totalmente onesto credo fermamente nella capacità della squadra di arrivare molto vicini ai risultati della scorsa stagione, ma l’unica squadra che temo sono i Thunder. Penso che gli Spurs possano battere tutti, anche Golden State con cui hanno vinto tutti e sette gli ultimi scontri. OKC è un brutto matchup perché sono molto atletici e hanno due scorer puri come Durant e Westbrook. Non credo che i Thunder li supereranno nella griglia playoffs, ma è la squadra che sicuramente si vorrebbe evitare.
-Per chiudere dobbiamo spendere due parole sulla stagione di Duncan. Sta giocando ancora ad altissimi livelli e questo credo venga da un’etica del lavoro e di vita molto rigida e osservante. Come spieghi questa sua “immortalità” cestistica?
Tim è il mio giocatore preferito di tutti i tempi quindi non posso essere totalmente oggettivo nella valutazione.
E’ tuttora uno dei primi cinque all-around player della lega. La sua percentuale di tiro è scesa leggermente ma rimane nell’elite per stoppate e rimbalzi ora che si sta avvicinando al trentanovesimo compleanno. Si prende scrupolosamente cura del suo corpo stando attento a cosa mangia e a perdere il peso necessario che gli permetta di essere agile e non infortunarsi. Ovviamente un minutaggio non condizionante ha aiutato, ma vuoi sapere perché è ancora così forte? Nel 2000 si fece male al menisco e da quel momento (15 stagioni) ha dovuto giocare sempre senza appoggiare il calcagno con il tutore che porta sul ginocchio a impedirgli di estendere completamente la gamba. Questo lo ha obbligato ad imparare a giocare senza il completo uso della stessa. In sostanza doveva giocare “da vecchio” quando non lo era, solo che ora essendoci arrivato è avvantaggiato avendo sviluppato un’enorme sapienza di posizionamento e comprensione del gioco.