Doveva succedere prima o poi. Il Fenerbahce era l’unica squadra imbattuta delle Top 16 di eurolega ed era attesa al varco da tutte le avversarie, ma dopo l’ultima giornata è caduto anche quel fortino ad Oaka dove il Panathinaikos ha compiuto l’impresa.
Se avesse potuto scegliere dove perdere la prima volta Zeljko Obradovic probabilmente avrebbe optato proprio per il palazzetto che fu suo per tanti anni. Questa è stata l’ultima partita in terra ateniese con lui in panchina e Diamantidis in campo (anche se non ai suoi servizi). Il coach è stato accolto dalla solita ovazione del suo vecchio pubblico che gli ha tributato un coro e tanti attestati di stima durante il match. Il suo abbraccio con Diamantidis è un manfiesto ideologico di come la grandezza possa essere unita nel gioco della pallacanestro.
“Voglio ringraziare come sempre il popolo del Panathinaikos -ha detto Obradovic- per come mi hanno trattato nei miei anni qui e per come ogni volta mi accolgono con calore e trasporto. Auguro a loro il meglio per il prosieguo della stagione”.
Il Fenerbahce ha centrato il primo obiettivo vincendo la coppa di Turchia grazie a una tripla nel finale di Bogdan Bogdanovic, anche se nella finale non aveva esattamente incantato. I quattro impegni in sette giorni si sono fatti sentire al cospetto di una squadra più riposata: “Voglio ringraziare i miei giocatori -ha proseguito- perché con quattro impegni in così poco tempo non era facile lottare sino alla fine come hanno fatto loro. E’ stato difficile per me trovare le risorse fisiche ed emotive per provare a cambiare la partita, ma loro non hanno mai mollato”.
Il momento non brillante dei turchi arriva con un cuscinetto di sicurezza piuttosto morbido in eurolega, mentre in campionato è arrivata già la risposta nel derby contro il Galatasaray. Vista l’infinita rotazione a disposizione Obradovic si potrà permettersi cambi un po’ più ariosi in questo periodo cercando di mantenere la testa del gruppo in Eurolega per poi arrivare ai playoffs al massimo della forma. La favorita numero uno per la vittoria finale potrebbe portare un po’ d’Italia sul tetto d’Europa con Gigi Datome, ma manca ancora tanto tempo prima di quella data e soprattutto diverse partite decisive.
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