Le serie di primo turno in questi playoffs non stanno regalando un grande equilibrio. Le teste di serie sembrano essere molto più forti delle rispettive avversarie e anche chi è inciampato come Thunder e Raptors, sembra comunque avere le carte in regola per archiviare la pratica.
Lo scontro che sembrava essere il più equilibrato e interessante era quello tra Clippers e Blazers, con Paul e compagni che si sono accoppiati con i peggiori della parte bassa del tabellone.
La sfida nella sfida tra Lillard e Paul prometteva scintille, invece CP3 sta dominando il confronto sia personale che a livello di squadra. Giova dire che il personale a disposizione e l’esperienza playoffs dei giocatori è differente e che i Portland Trail Blazers hanno fatto un grande miracolo ad arrivare sino a qui, pagando lo scotto del noviziato di tanti giocatori giovani e alle prime esperienze.
Chi giovane non lo è e ha passato tante partite di playoffs, serie concitate e finali NBA è Paul Pierce, che però ha scoperto una brutta sensazione in gara 2 quando Doc Rivers lo ha lasciato seduto per tutti i 48 minuti relegandolo al primo DNPCD della carriera in post season. “E’ una brutta sensazione –ha detto P-Square- Dopo tante battaglie rimanere seduto per tutto il tempo è qualcosa che non avevo mai provato e posso dire che non è bello”. Rivers sa di aver fatto qualcosa che, nonostante il risultato acquisito, potrebbe portare strascichi ma non è preoccupato: “Paul tornerà in campo molto presto –ha risposto Rivers- avere uno come lui in squadra è importantissimo e questa parentesi non significa che non giocherà più. La sua esperienza ci servirà quanto prima”.
Di certo i Clippers non hanno avuto bisogno della sua leadership che nonostante alcuni career low statistici non è in discussione e nei playoffs conta anche più delle mere cifre.
Nelle prime due partite la loro superiorità è stata netta e incontrovertibile, con Paul e Jordan a fare il vuoto e un JJ Redick in grande spolvero.
Nel prepartita di gara 2 c’è stato anche tempo per premiare Jamal Crawford, fresco vincitore del premio di sesto uomo dell’anno. E’ la terza volta che vince questo trofeo e diventa il primo della storia a raggiungere questo traguardo. Molti addetti ai lavori hanno storto il naso sul suo award, ma la presenza di Jaycee, soprattutto in contumacia Griffin, è stata molto importante per tenere sulla giusta rotta la squadra e portarla ai playoffs con il vantaggio del fattore campo.
Continua la marcia di avvicinamento alle olimpiadi per Team USA che non sta affrontando alcun tipo di resistenza dai propri avversari, come è normale che sia.
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