I Sacramento Kings stanno aspettando di tornare a essere vincenti un giorno, perché stanno vivendo ancora la gloria della squadra che vedeva un quintetto così formato: Bibby, Christie, Stojakovic, Weeber Divac. Qualcosa che fa venire gli occhi lucidi ancora oggi, ma che in realtà risale a ere cestistiche fa, perché da quel momento la sorte dei Kings è andata in una picchiata verticale che, raggiunto il fondo, non ha più saputo rialzarsi.
I problemi dei californiani sono molteplici e partono dal vulcanico proprietario Vivek Ranadivè, per poi arrivare a Vlade Divac e una struttura societaria che non ha né capo né coda. Marco Belinelli ha monetizzato le sue grandi stagioni, per esempio, ma appena ha potuto fare le valige è scappato senza lasciare grandi commenti sulla sua permanenza a Sacto. La speranza di rinascita passa senza dubbio dalle mani di DeMarcus Cousins, ovvero un giocatore d’incalcolabile talento sia fisico che tecnico, una capacità di controllare il corpo degna di miglior sorte e una classe innata. L’unica pecca sta nella sua testa, ovvero l’innata capacità di andare fuori partita con proteste agli arbitri o guerre di quartiere. Questo lo preclude dal poter diventare un vero leader e non ha avuto parole al miele verso di lui neanche Shaquille O’Neal definendolo nelle scorse stagioni una testa calda.
The Diesel è tornato poi sull’argomento nei giorni scorsi dicendo che il ragazzo ha migliorato un po’ il proprio approccio mentale alla partita e che stia provando a smussare i lati del suo carattere, sebbene sia ancora lontano dal compimento.
Ha anche aggiunto di non escludere affatto un’eventuale separazione dai Kings. Si parla molto di quello che potrebbe essere DMC in un altro contesto più strutturato e meno errante, anche perché le prestazioni avute con la nazionale fanno ben sperare sul fatto che inserito in un contesto diverso anche il suo sviluppo ne possa giovare.
Di certo squadre che possono essere interessate a un giocatore di questo talento ce ne sono probabilmente 29, alcune di loro potranno anche offrire interessanti contropartite, ma considerato che Gay ha già fatto sapere di voler andarsene (magari anche prima della fine della stagione) e se dovesse andarsene anche Cousins saremmo di fronte a un rebuilding sostanzialmente senza nulla da distruggere, se non la gestione societaria.
I Kings hanno iniziato male la stagione nonostante la cura Joerger e se nemmeno un allenatore così quadrato e di alto livello può pensare d’invertire la rotta con il personale a disposizione, forse è meglio pensare a un’alternativa radicale, ammesso che possa funzionare.
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