Perchè Portland, Miami e Philadelphia sorridono dopo la trade deadlineRiley aveva fatto il colpo per rendere Miami una contender, Portland si rafforza per questa stagione, Philadelphia cerca la svolta dei prossimi dieci anni.
La trade deadline ha portato un numero quasi irripetibile di scambi dell’ultima ora e dopo qualche giorno ci addentriamo nell’analisi di chi ha vinto e chi ha perso. La prima puntata è riservata a chi sorride. Heat- Riley ha completato un’altra mossa da grande e consumato general manager, andando a prendere Goran Dragic per della paccottiglia NBA. Dragon non solo ha dimostrato di poter essere un’All Star, ma è anche la miglior guardia a finire al ferro con il 70.5% dei propri tiri che arrivano proprio da quattro metri o meno. Questo lo pone davanti addirittura a qualcuno che conosce bene Miami come LeBron James. In una proiezione sui 36 minuti Dragic ha medie di 20.9 punti e 7,4 assists nel momento in cui è l’unica point guard a roster (tralasciando questi mesi a Phoenix), cosa che sarà sicuramente in quel di Miami. Oltre a questo gli Heat vanno a puntellare un ruolo dove venivano sovrastati per nove punti di PER dai diretti avversari secondo il tracking di 82games.com. Inutile dire che il disavanzo è il peggiore della lega. La sfortuna di non avere Bosh è evidente, perché con lui, Dragic e Wade dal ruolo più marginale si sarebbe sentito parlare di loro anche ai playoffs. Blazers- I Blazers hanno messo a segno una presa che definire chirurgica ed economica è riduttivo. Afflalo porterà esperienza e tiro da tre punti in una squadra che ha Aldrige e Lillard a gestire l’attacco. L’ex Nuggets sarà uno dei terminali della second unit e averlo a disposizione nella rincorsa al titolo della Western conference, fa capire quanto i Blazers puntino su questa stagione. 76ers- La trade di Carter-Williams ha fatto storcere non pochi nasi in giro per la lega, ma Hinkie ha valutato MCW come un giocatore che fosse arrivato a un buon punto del suo rendimento, ma che difficilmente sarebbe andato oltre. L’undicesima scelta di un draft 2013 tutto sommato modesto ha confermato che nonostante il Rookie of the Year, il giocatore difficilmente potrà diventare una stella di prima grandezza. In questa stagione il suo -1.64 di plus minus è il cinquantesimo tra le point guard, quindi non parliamo di NBA assoluta, ma solo del suo ruolo. La scelta acquisita dallo scambio, nelle proiezioni di ESPN, si aggirerebbe intorno alla sesta assoluta in un draft molto più ricco di talento, mentre se dovesse slittare alla prossima stagione sarebbe protetta solo nelle prime tre, potendo generare un giocatore ancor migliore. Altre notizie - NBA
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