Nonostante l’ufficialità data e la presentazione dei giocatori, la trade Celtics-Cavaliers non smette di far parlare di sé ancora oggi.
Le condizioni fisiche di Isaiah Thomas sono state ovviamente un punto focale e le sue parole a riguardo erano state chiare: “Tornerò esattamente quello di prima e sarò pronto per la nuova stagione”.
Come ogni situazione di questo tipo tra il riportato e la verità c’è sempre qualche passaggio in mezzo che magari viene volutamente lasciato nascosto.
Nella nottata è uscito un nuovo aggiornamento da parte del sito The Athletic secondo il quale la riabilitazione di Thomas sia tutt’altro che da considerarsi a buon punto. IT infatti non avrebbe ancora iniziato a correre all’alba d’inizio settembre, rendendo così altamente improbabile la presenza ai blocchi di partenza della stagione.
Ciò che più rende la situazione intricata è che non solo non sembra potrà essere pronto per la prima palla a due, ma neanche per la fine dell’anno solare, infatti il sito parlerebbe di un ritorno a gennaio inoltrato se non addirittura all’All Star Game e questo sarebbe un colpo davvero pesantissimo che in una stagione come questa (la finale di LeBron a contratto) rimane una spada di Damocle difficile da digerire.
Dall’altra parte, a Boston, la conferenza stampa di presentazione di Kyrie Irving è stata una spiegazione logica di tutte le situazioni che si sono concatenate in questo ultimo periodo. Ha detto di non aver parlato con i media e con LeBron per sua scelta in quanto non voleva che le sue parole fossero fraintese o portate su un altro piano. Ha voluto attendere la chiusura della situazione per chiarirsi e chiarire la sua idea. Ha sentito il dovere in quel momento di trovare una nuova sfida personale e per la carriera, ma senza rinnegare minimamente quello che c’è stato negli anni di Cleveland e soprattutto gli obiettivi raggiunti con LeBron James che semplicemente non è stato il problema che ha scaturito la sua fuga. La sua necessità di confrontarsi con una realtà più incentrata su di lui nulla toglie ai successi raggiunti con LeBron per il quale ha avuto parole di profonda ammirazione. La sua scelta farà discutere soprattutto se non vincerà il titolo a Boston o altrove in caso di ulteriore cambio di squadra, ma è perlomeno una scelta consapevole e d’indubbio coraggio che testimonia anche le aspirazioni di una stella NBA che vuole vincere marchiando a fuoco con il suo nome un titolo (cosa che peraltro parzialmente ha già fatto).
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