Il solito difetto e l’Europa di Milano se ne va. Ora un derby trappola

L'Olimpia gioca buone partite, poi arriva il momento in cui si dimentica di giocare di squadra...
 di Fabio Cavagnera Twitter:   articolo letto 964 volte

Guardando le partite dell’Olimpia Milano in Eurolega (ma non solo), sembra spesso di vivere un déjà vu: la squadra di Pianigiani gioca una buona, o anche ottima, gara per una parte, poi arriva quel quarto di gioco in cui dimentica la circolazione di palla, non gioca più di squadra e subisce i parziali decisivi dagli avversari. Lo stesso è accaduto anche ieri ad Oaka, al rientro dagli spogliatoi, dopo un primo tempo di alto spessore, chiuso solamente con due punti di vantaggio per colpa di alcuni clamorosi errori da sotto canestro, grazie ai quali il Panathinaikos ha avuto la chance di riavvicinarsi.

La continuità è un elemento chiave per portare a casa le vittorie, soprattutto in Europa e se non si hanno quei fenomeni, tipo De Colo, Shved o Doncic, capaci di risolvere le partite anche da soli. E all’Armani fa difetto, come riconosciuto da Theodore alla vigilia della sfida con i greci. Certo, ieri il problema è nato anche a causa della scellerata decisione arbitrale di espellere il playmaker, ma già nei minuti precedenti solo un paio di invenzioni personali avevano consentito ai biancorossi di restare agganciati. Proseguono, poi, le crisi personali di M’Baye e Bertans: sembrano entrati in un buco nero, da cui non riescono a risalire, aumentando i problemi propri e di squadra, visto che Pascolo e Abass sono stati praticamente esclusi dai radar europei dal tecnico.

La classifica piange sempre di più e parlare di lotta playoff ora sembra davvero un’utopia, con le tre vittorie di ritardo dall’ottavo posto e questi difetti sempre all’ordine del giorno. Per l’Olimpia non c’è tempo di lavorare, perché già domani arriva un derby molto pericoloso, in cui vincere è l’unica opzione per non accumulare ulteriori fattori negativi. Ma non sarà facile, come si poteva pensare alla vigilia del campionato: Cantù sta attualmente meglio dei biancorossi, ha una sua identità di squadra ed è riuscita a compattarsi, tenendo fuori dal campo i gravi problemi societari. 

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