Nei playoff non c’è tempo per esultare per una vittoria o piangere per una sconfitta, bisogna subito pensare alla partita successiva. E, in questo, caso è decisamente un bene per l’Olimpia Milano, reduce da una delle peggiori prestazioni della stagione, almeno in Italia. Una squadra indolente per 32 minuti, con troppi giocatori sottotono e tantissimi errori, di concentrazione e non solo. Capo d’Orlando è stata brava ad approfittarne, non mostrando alcun timore riverenziale nei confronti della grande favorita e punendo le disattenzioni milanesi, conquistando l’inattesa vittoria in gara 1.
Ora per l’EA7-Emporio Armani è già tempo di una sfida decisiva: un’eventuale 0-2 metterebbe clamorosamente i biancorossi nel baratro, con due match point casalinghi per l’Orlandina. Non ci sarà nuovamente Rakim Sanders, ma certamente i dodici disponibili per Repesa possono e devono dare molto di più, coach compreso. “La sconfitta ci deve servire da sveglia, perché ora non si può sbagliare più niente - le parole di Davide Pascolo, decisamente il miglior biancorosso di gara 1 - E’ già quasi una partita senza ritorno, servirà scendere in campo con attenzione la giusta energia”.
Quella mancata per oltre tre quarti, in una gara 1 in cui la squadra siciliana è sempre stata davanti ed in controllo, con un unico vantaggio milanese a metà del secondo quarto. “Abbiamo giocato male, loro hanno fatto la loro ottima partita, noi abbiamo concesso troppo e non abbiamo trovato ritmo in attacco - ha detto l’ex Trento - Certamente non basta un quarto per vincere nei playoff”. Giustamente, nessuno si è attaccato a quel fischio su Hickman, nel convulso finale: “Gli episodi succedono - ha chiuso Dada - Non dobbiamo pensare a quello, ma a vincere le partite”.
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