L’impresa sul campo del Khimki è, probabilmente, il punto più alto sinora raggiunto dall’Olimpia Milano, in questa stagione. I biancorossi sono andati a vincere su un campo difficile, dove ultimamente Olympiacos e Panathinaikos erano uscite con le ossa rotte, comandando per quasi tutti i 40 minuti e, soprattutto, mostrando una solidità mentale, praticamente mai vista nel resto dell’anno. L’Armani ha reagito ad ogni rimonta ed anche a due sorpassi dei russi, finalmente con l’attesa solidità difensiva e sapendo sfruttare il talento delle proprie stelle, senza però eccedere in individualismi.
E’ la terza ottima partita consecutiva, che fa seguito a quelle della scorsa settimana contro Efes e Sassari: una svolta della stagione? Le prestazioni farebbero pensare in positivo, ma è meglio andarci molto cauti, visto che nelle ultime annate l’ambiente biancorosso si è scottato troppe volte, quando pareva iniziare tutto ad andare per il verso giusto. Ora arrivano altri due test di alto livello: la trasferta sul caldo campo di Bologna e poi la supersfida interna contro il Real Madrid, seppur probabilmente senza Doncic. Se queste due partite daranno le stesse indicazioni, allora sarà davvero svolta.
Il cambio di passo della squadra di Pianigiani è arrivato, quando sono state ridotte le rotazioni. E, probabilmente, non è un caso. Salutati Jefferson e Young, messo ai margini Kalnietis, ogni elemento ha trovato il suo spazio e le sue responsabilità, sia in campionato che in Eurolega. Tuttavia, in questo quadro, ci sarà da inserire Theodore: il playmaker dovrebbe rientrare settimana prossima dall’infortunio ed è un elemento importante del progetto biancorosso. Riusciranno (in particolare) Goudelock e Jerrells a fornire le stesse prestazioni anche con il ritorno in squadra di JT? Sarà una risposta chiave per il finale di stagione e, in particolare, per la corsa scudetto.
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