Una vittoria per la fiducia e per ritrovare Pascolo in chiave italiana

L'ex Trento dovrà essere una risorsa importante per la fase decisiva della stagione tra Coppa Italia e playoff
02.02.2018 13:02 di Fabio Cavagnera Twitter:    Vedi letture

Una vittoria forse inaspettata, per ridare un po’ di morale in casa Olimpia Milano, dopo le deludenti prove dell’ultima settimana. Tra due settimane si giocherà per un trofeo (la Coppa Italia) ed arrivarci con un mood positivo è importante, per non aumentare il carico di tensioni, già solitamente alte in un impegno in cui ogni partita è decisiva e basta poco per passare dal trionfo al fallimento. Ma senza pensare ai rimpianti europei: il Barcellona, a dispetto del passato, è ora una squadra di seconda fascia e non modifica certo il giudizio della scorsa settimana. L’AX Armani Exchange non è attualmente al livello delle prime otto, come ben dimostra lo 0-11 sinora collezionato.

Tuttavia, come abbiamo sempre detto, questo girone di ritorno deve essere una palestra per il futuro e non c’è nulla come le vittorie per dare fiducia e credere nel lavoro fatto, oltre ad essere una spinta per gli obiettivi italiani. A questo proposito, ieri c’è stata la prima prova europea stagionale di alto livello di Davide Pascolo, ricordando alcune prove della passata stagione. L’ex Trento ha mostrato tutte le sue qualità, trovando una bella intesa con Gudaitis (anche spettacolari un paio di giochi a due), conquistando rimbalzi e fornendo anche il proprio contributo difensivo. 

Oltre a far esaltare il pubblico più di altri, l’azzurro deve diventare una risorsa importante per i biancorossi, per la fase decisiva della stagione tra i confini italiani, dove il turnover riguarderà solo gli stranieri. Sinora è stato poco utilizzato e lui ha fatto fatica a rendere, con un minutaggio incostante, ma averlo a questi livelli potrà fare la differenza già a Firenze e poi nei playoff, quando le partite saranno ravvicinate ed il roster profondo dovrà fare la differenza. Ed avere una certezza in Dada, vorrebbe dire permettere agli altri di ruotare, senza l’obbligo di dover giocare tutte le partite. 

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