E' un Simone Pianigiani soddisfatto quello che si presenta in sala stampa del PalaBancoDesio per commentare la vittoria in volata della sua Olimpia Milano per 89-88 contro il Khimki Mosca, la corazzata di Bartzokas che sarà un avversario dei biancorossi in Eurolega. La competizione europea è stata uno dei temi centrali delle parole del coach: "E' stato un allenamento molto positivo per noi perchè avevamo bisogno di affrontare una squadra di Eurolega, con questa taglia, con questa fisicità, e di trovare un pò di ritmo pur sapendo di avere poche rotazioni e di non avere i 40 minuti nelle gambe".
Pianigiani ha aggiunto: "Non avevamo preparato la gara però è un test che ci dà tante indicazioni su come andare avanti. Era importante mostrare un atteggiamento positivo sul campo dopo che avevamo lavorato nel periodo di Bormio. Era importante che i giocatori iniziassero a trovarsi, sia in difesa, sia nella distribuzione dei tiri, ad avere una connessione tra esterni e lunghi. Ortner ci ha dato una bella mano, Tarczewski ha fatto bene, Jefferson ha solo tre giorni di allenamento però era importante che sentisse il profumo di campo e di Eurolega. E' un test positivo perchè anche alla fine c'è stata una buona difesa, c'è stata la voglia di vincere, così come in attacco, dove abbiamo smesso di essere fluidi per la stanchezza, ho lasciato che sbattessero un po' contro il muro per poter analizzare a video quanto fatto".
Il coach campione d'Israele con l'Hapoel Gerusalemme sottolinea cosa gli è piaciuto e cosa no: "C'era un gran pubblico, i singoli ci tenevano a fare bene ma ho visto un bel gioco di squadra, mi è piaciuta questa distribuzione, questo atteggiamento, tutti sono stati partecipativi. Siamo indietro, siamo drammaticamente nuovi, il tempo sarà pochissimo e quindi questo atteggiamento è ottimo. Cosa non è andato? Il fatto che produciamo più degli altri e poi diamo il famoso calcio al secchio che abbiamo riempito tra rimbalzi lasciati dopo una buona difesa, una brutta persa in un break, l'assenza di killer instinct".
L'ex ct della Nazionale italiana fa anche una battuta sull'accoglienza ricevuta, considerato che una parte dei tifosi non riesce a dimenticare il suo passato ai rivali della Mens Sana Siena: "Sono sincero, ho avuto tante attestazioni di stima anche prima di venire qui, sia a Milano, sia a Bormio. Credo comunque che uno come me debba avere la serenità, pensare solo al lavoro e con etica, e basta, perchè questo poi è quello che arriva alla gente". Chiosa con una riflessione sul roster lungo che dovrà maneggiare: "Io come filosofia ho sempre preferito avere un roster lungo e poi avere qualche guaio di gestione, piuttosto che avere uomini contati".
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