Kerr racconta Pop: tra mangiate, i giocatori 'amici' e quella sconfitta che...Steve Kerr parla del suo maestro e di come Gregg Popovich ha influenzato la pallacanestro dei suoi Warriors
13.11.2014 15:01 di Sergio Cerbone
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Steve Kerr è l’allenatore del momento. L'ex giocatore dei Chicago Bulls, al primo anno da allenatore Nba, sta trasformando la sua squadra e grazie anche all'esplosione di Curry e Thompson è considerata da molti addetti ai lavori, come possibile finalista a Ovest. La Bay Area può tornare quindi a sognare. Calma però, ci sono ancora gli Spurs di mezzo. E infatti, proprio martedì scorso, i campioni in carica Nba hanno inflitto la prima scofitta casalinga ai Warriors per 100 a 113. L’allievo (Steve Kerr), almeno per ora, non ha ancora superato il maestro (Pop) E’ proprio sul rapporto tra Pop e Kerr, su cui si sono concentrate le domande del prepartita Warriors-Spurs. Basketissimo.com, presente alla Oracle Arena, ha raccolto le parole del coach Warriors: Cosa hai imparato assistendo da vicino al modo di allenare di Pop? E’ stato 4 anni fa quando Pop mi ha invitato a passare del tempo con lui, a vedere i suoi allenamenti e le sue partite. Abbiamo fatto delle gran cene e quante risate quando sei con lui. Abbiamo visto delle partite in insieme in tv ed è stato grandioso. Ha una conoscenza del gioco del basket infinita. Quando l’ho incontrato, i Suns hanno asfaltato 4-0 i suoi Spurs nei playoff. Pop dopo quella sconfitta aveva capito che era il momento di cambiare qualcosa e infatti, forse stando con me (risata), ha deciso di giocare con il “quintetto piccolo” e di puntare su un gioco più veloce rispetto al passato. La versione attuale degli Spurs è figlia di quel momento e del modo di giocare dei Suns. Mi piace pensare che alcune delle nostre chiacchierate lo abbiano ispirato (altra risata). E’ stato affascinante vedere parlare Pop e il suo staff di questi cambiamenti. L’obiettivo era quello di tirare fuori qualcosa di positivo dalla pesante sconfitta appena subita e di tornare ad essere competitivi per il titolo: e questo è esattamente quello che è successo l'anno dopo. Sulla cosa più importante imparata da Gregg Popovich Più che lo schema X e Y, l’aspetto umano e le relazioni con i giocatori. Anche se comunque nel mio modo di far giocare i Warriors c’è molto del gioco di Pop. Penso che allenare sia 80% la relazione che hai con i tuoi giocatori e il 20% strategia. E in questo Gregg è il migliore in assoluto. Lui è amico dei giocatori, ma riesce comunque a tenere l’autorità e a "spaventarli", spaventa anche me (risata). I suoi giocatori hanno così fiducia, che Pop può dire loro qualsiasi cosa senza prenderla sul personale. Sugli Spurs e le finali 2014 Ho passato tanto tempo a rivederle. Ce le ho sul mio pc. Per me le finali 2014 rappresentano il modo perfetto di giocare ed è quello a cui voglio puntare con la mia squadra. Ovviamente non siamo ancora a quel punto, c’è tanto da lavorare. Quello che mi è piaciuto di più è stato l’execution e il gioco di squadra sono stati ai massimi livelli. Abbiamo cominciato solo 6 settimane fa, ma il movimento della palla e il tiro da 3 degli Spurs è quello da cui traggo ispirazione. Altre notizie - Sergio's Oracle
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