Un uomo solo al comando. Jordan Theodore è stato il trascinatore dell’Olimpia Milano vincitrice della Supercoppa italiana, con una prova clamorosa: 29 punti, 7 rimbalzi, 10 falli subiti, 5 assist e 38 di valutazione: “Volevo dare il miglior contributo possibile a questa squadra. Andrew, dopo la grande prova di ieri, ha avuto problemi nella notte e io dovevo fare un passo avanti, cercando di aiutare al meglio la squadra - ha detto a fine gara - Dovevo creare per me e per i compagni, sono contento di esserci riuscito. E’ una bella e importante vittoria, ma è solo il primo passo della nostra stagione”.
L’EA7 è apparsa già una vera squadra, seppur ovviamente con gli alti e bassi di questo periodo e per JT c’è un motivo: “Abbiamo fatto un grande lavoro in precampionato, nel ritiro di Bormio. Siamo tutti ottimi ragazzi e ognuno si è subito voluto sacrificare per la squadra, sin dal primo giorno di lavoro, sia chi c’era e sia chi è arrivato nel corso della stagione. E questo si è visto sul campo”. Oltre al playmaker, Andrew Goudelock ha realizzato i canestri decisivi, nonostante fosse menomato: “Ho cercato di dare il massimo. Non ero al meglio, ma sono contento di aver segnato quei canestri - dice l’ex Maccabi, che poi conferma il concetto del compagno - Ci siamo sacrificati tutti uno per l’altro”.
Non possono mancare alcune parole di Andrea Cinciarini, il capitano dell’EA7. Non è stato molto in campo, essendo arrivato da meno di una settimana, ma comunque ha dato il suo contributo: “E’ il modo migliore per iniziare la stagione - ha detto, subito dopo la premiazione - Voglio fare i complimenti soprattutto a chi c’era dall’inizio. Sono stati davvero bravi a trascinarci e complimenti ovviamente anche a Simone (Pianigiani, ndr), che ha già creato un sistema ottimo, dove si vede aggressività difensiva e buoni spunti in attacco. Ed abbiamo molto più talento degli altri anni”.
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