Olimpia, 3 giorni per compattarsi e ripartire. Ma come si può fare?

Ancora una volta, per Milano, il Panathinaikos come crocevia importante della stagione: come si riparte dopo il ko di ieri nel derby?
06.01.2020 17:42 di Ennio Terrasi Borghesan Twitter:    Vedi letture
Olimpia, 3 giorni per compattarsi e ripartire. Ma come si può fare?

Forse era destino che in una stagione segnata da una continua contrapposizione -soprattutto nelle menti dei tifosi e nei media- col recente passato, il primo crocevia importante dell’Olimpia Milano 2019/20 avvenga contro la squadra che, lo scorso anno, per certi versi segnò “l’inizio della fine”. Ancora una volta il Panathinaikos di Rick Pitino sarà questo, per l’Armani Exchange. Non il 22 marzo a Desio, come nella scorsa stagione, ma il 9 gennaio al Forum di Assago. Un Forum che ieri ha accolto, con grande delusione, la sconfitta nel derby contro Cantù che in campionato non si vedeva da sette anni. La stessa stagione 2012/13 che fu l’ultima, prima di questa, a vedere l’Olimpia perdere almeno 6 partite nel girone d’andata.

Corsi e ricorsi storici, per una situazione che potrebbe essersi aggravata dopo il ko in una delle partite più sentite per i tifosi, se non la più sentita. Aggravata, però, ingiustamente: è ingiusto e sbagliato rimproverare alla Milano degli ultimi tempi un’assenza di impegno e volontà di rendimento (unica eccezione, soprattutto per le dimensioni della resa nel secondo tempo, è probabilmente la sconfitta del Pireo contro l’Olympiacos). Più verosimilmente la vera causa dei risultati recenti di Milano è da ricercarsi in una condizione fisica ancora lontana dall’essere ottimale (soprattutto nei giocatori reduci dal Mondiale, nonostante i segnali positivi lanciati ieri da Scola). Qualcosa di normale, visto che tutte le stagioni vedono momenti di flessione e cali di forma, che possono pure essere più accentuati quando -di fatto- giochi il 50% o più di partite dei tuoi avversari in campionato.

Qualcosa, però, a cui si può e si deve far fronte anche col gioco. Messina ieri, in una conferenza stampa breve e dritta al punto (uno solo, al di là dell’assunzione totale di responsabilità da parte del coach), non ha voluto dare letture tecnico-tattiche del match. Anche ieri Milano, specialmente nel difficile e sofferto primo tempo, si è a lungo affidata al suo sistema ‘2 side’, con Micov grande protagonista della manovra. Pur muovendosi in un sistema che consente tantissime varianti, nessuna di queste è stata particolarmente efficace, tanto che la rimonta del terzo periodo è nata da azioni partite da un post basso di Scola. L’impressione generale dell’Olimpia recente è di una squadra arrancante in attacco più che in difesa, dove un’episodica minor brillantezza potrebbe essere causata da una condizione calante, e sarà dall’attacco che Milano dovrà ripartire. Con tre giorni per compattarsi e preparare al meglio una sfida che potrebbe tornare a dare nuovamente luce al prosieguo della stagione (l’occasione di andare sul 2-0 negli scontri diretti con una rivale in classifica è importante), in silenzio per ritrovare la serenità dopo le parole importanti di Messina e Micov ieri, e ripartire. Anche per evitare quella parola, ‘autodistruzione’ evocata dall’ex assistente dei San Antonio Spurs.