Proli sullo 0-20 di Pistoia: “Avanti fino all’ultimo grado di giudizio”

Il presidente biancorosso ha commentato la vicenda: "Potevano far rigiocare la partita"
08.02.2019 20:44 di Fabio Cavagnera Twitter:    Vedi letture
Proli sullo 0-20 di Pistoia: “Avanti fino all’ultimo grado di giudizio”

La vicenda dello 0-20 di Pistoia non si ferma qua, in casa Olimpia Milano. Il ricorso rigettato da parte dalla Corte Sportiva d’Appello non chiude tutto e l’annuncio è del presidente milanese Livio Proli, nell’immediata vigilia della partita europea con il Darussafaka: “Andremo avanti fino all’ultimo grado di giudizio - le sue parole - Lo facciamo non tanto per noi, visto che non ci cambia niente, ma per l’equità del campionato e le squadre in lotta per la retrocessione. Ci sono dei vizi formali sui quali, semplicemente, la Fip poteva far rigiocare la partita, così restava tutto sul campo”.

Il numero uno dell’AX Armani Exchange commenta poi il fatto, sul quale sino ad oggi la società campione d’Italia non si era mai espressa: “La vicenda è stranissima perché il giocatore è stato squalificato dopo sei mesi dal tweet, loro hanno avvisato Avellino e loro non hanno avvisato il giocatore e quindi non lo sapeva - ha proseguito - Il casellario dopo dodici mesi viene tolto e quindi Milano non poteva essere a conoscenza della squalifica. Se chi se n’è ricordato l’avesse detto prima, avremmo evitato questa situazione scomoda non tanto per Milano, ma per le società in lotta per la retrocessione”. 

Oggi è stato anche il giorno del caos legato alla posizione di Brienza sulla panchina di Cantù ed il numero uno milanese ha commentato così la vicenda: “Qui c’è confusione dappertutto. La Fip ha voluto concedere la deroga a Cantù, probabilmente per provare ad evitare la brutta figura che in campionato ci sia una squadra senza capo allenatore. Ma dall’altro ci sono dei regolamenti che abbiamo in Lega da tantissimi anni, a tutela di chi si comporta bene. Altrimenti questi diventano mazziati ed è una situazione che non può passare, perché così i regolamenti non servono a nulla”.