Bourousis e l'ennesimo record: miglior rimbalzista Eurolega

di Domenico Landolfo
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Una sconfitta nella vita è solo il primo passo della carriera di un vincente, perché superare i propri limiti è ciò che divide i grandi campioni dai buoni giocatori. Quando Ioannis Bourousis, con il Panathinaikos perde una sfida non da poco con lo Zalgiris, in vista dei playoff di Eurolega, probabilmente neanche sapeva di aver battuto un record che ora, di quei in vanti, potrà implementare match dopo match. La verità è che ci si ricorda quasi solo dei punti, mentre se hai appena battuto il record di rimbalzi è un po’ più problematico star lì a fare il calco, vista la variabile impazzita e visto che mentre il tiro ha quell’attimo sospensivo prima della gioia o della tristezza, una carambola sotto le plance è questione di istanti e dettagli.

Ha vissuto tante vite Ioannis Bourousis, molte più di quelle che gli umani possono solo immaginare. Affermarsi in un ruolo in cui non puoi fare un passo indietro, farlo col lavoro duro, col sacrificio, cercando di ritagliarsi i propri spazi, fanno di lui una persona eclettica e di spirito, di quelle che vorresti sempre avere nella tua squadra, che ti fanno amare la pallacanestro. Non a caso, quando qualche anno fa era ancora un giovane in rampa di lancio, avrebbe potuto giocarsi le sue chances Nba con i San Antonio Spurs, che gli avevano offerto un ricco contratto, da lui rifiutato, per proseguire il processo di maturazione in maglia Olympiakos, la squadra che lo ha visto muovere i primi passi sul parquet.

Quel cerchio di fuoco che avrebbe dovuto portarlo a dominare a Milano si sposa con due annate in cui il suo talento c’è e si vede, ma si riflette in una squadra pigra ed abulica che non riesce a vincere quanto sperato, poi l’infortunio, e la decisione di lasciare, per il Real Madrid, dove rinasce, riscopre la sua dimensione dominante, vince una Eurolega da comprimario importante, battendo in finale il suo caro Olympiakos, in una delle finali più belle degli ultimi anni. Dovrebbe essere la discesa, invece col passaggio al Laboral Kutxa ha un rendimento ancor superiore, che gli consentono di vincere il titolo di mvp di campionato spagnolo.

Il ritorno al presente, stavolta con l’altra squadra di Atene, è solo l’ultimo passo della carriera di un lottatore di quelli veri, che sanno darti tutto, che è simbolo di onestà intellettuale e non solo. Tra un presunto problema, legato ai media, di un controllo antidoping dopo un partita di calcio, che ne ha fatto poi uno dei simboli della WADA per la pulizia ematica nel mondo sportivo, alla famosa “sedia” rimediata in testa da Krstic al trofeo dell’Acropoli in un Serbia – Grecia, sono solo gli incidenti di percorso di chi non ha mai ceduto un passo e può guardare in alto, sempre, dai suoi 215 cm. Era una punta della nazionale ellenica che vinse l’oro nel 2005, ancora giovanissimo, ora si ritrova ad essere l’esempio per tutti coloro che vogliono provare a crescere. Questi rimbalzi presi non sono l’ennesimo alloro da appuntare sul petto, ma il giusto premio per quel duro lavoro iniziato in palestra tanti anni fa. 


REPESA DOPO LA VITTORIA IN COPPA ITALIA
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