Dopo la trade deadline dello scorso febbraio i Miami Heat erano certi di aver invertito la rotta dopo la partenza di LeBron James. La perdita di un giocatore come lui manderebbe in disgrazia praticamente ogni franchigia NBA, ma gli Heat dopo le difficoltà hanno trovato subito modo di ripartire, portando a casa un notevole giocatore come Dragic da unire a Wade e Bosh.
Purtroppo poco dopo quel momento, Bosh ha dovuto abbandonare la squadra per un problema che dapprima sembrava solo un indolenzimento al petto, ma che poi sottovalutato ha rischiato di mettere a repentaglio addirittura la vita di Chris. "Avevo un dolore al petto ogni tanto, soprattutto quando tiravo -ha detto- ma da giocatore professionista si convive con il dolore. Siccome siamo molto controllati clinicamente, ho proseguito la mia attività senza badarci più di tanto".
In questo tipo di problemi è molto preicoloso sottovalutarne i sintomi, così la moglie lo ha obbligato ad andare a fondo alla questione e nonappena gli esami apporofnditi hanno dato esito, lo spavento è stato tanto, perchè un coagulo di sangue nel polmone può costare molto caro: "Siamo giocatori di basket -ha proseguito- e anche se non siamo al massimo andiamo fuori e giochiamo per amore del nostro lavoro, ma quest'amore poteva costare caro".
Nonostante il problema si presentasse da qualche giorno, i medici sono riusciti a intervenire in tempo senza che nessuna funzione vitale potesse essere intaccata, così Chris si è sottoposto alle cure mediche necessarie e ha debellato il problema, tornando a fare una vita normale da uomo, padre e professionista. Si è rivisto presto anche con i compagni a incitarli, manifestando la completa risoluzione del problema.
Ora Chris è pronto a iniziare regolarmente la sua tredicesima stagione nella lega, per confermare a se stesso e agli altri che nulla è cambiato, ma soprattutto per dare un assalato alla Eastern Conference che con lui, Wade, Dragic e Whiteside sembra decisamente alla portata.
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