Chi è il miglior giocatore della lega? Io. (James Harden)
Il Barba non nasconde le idee sulla sua forza e conferma anche il fatto che due anni fa avrebbe meritato lui l’MVP in luogo di Steph Curry.
Nella partita della scorsa notte contro i San Antonio Spurs ha letteralmente dominato una delle (forse ex) difese più preparate della lega, mettendo assieme la prima tripla doppia a 30 punti e 15 assists di un Rocket, ai quali ha aggiunto anche 12 rimbalzi.
Oltre a questo award di franchigia è stato anche il primo a compilare una tripla doppia con 15 assists a San Antonio nell’era Popovich “E’ un giocatore difficilissimo da marcare –dice il coach degli Spurs- e ora che ha la palla in mano da point guard tutto questo si sta confermando. E’ uno dei migliori giocatori della lega e uno dei più difficili da marcare, questa notte ha fatto grandi cose”.
Sono parole importanti da uno come Pop che generalmente è piuttosto parco nei complimenti.
Al termine della partita, dopo aver giocato il season high di 40 minuti, gli è stato chiesto se fosse arrivato un po’ in riserva nel finale e lui ha risposto con un laconico: “Whaaaatt??”.
Ha segnato venti o più punti per 23 paritite consecutive con i Rockets se contiamo anche le ultime della scorsa stagione e in 261 partite sulle 322 totali giocate con Houston, ma quest’anno ciò che maggiormente colpisce è la mole di gioco che produce per i suoi compagni, infatti delle otto partite giocate dai suoi, in cinque ha messo a segno 15 o più assists in un statistica degna di Steve Nash.
Nonostante questo, Harden ha dichiarato di non badare particolarmente alle sue statistiche e ai suoi numeri, sebbene questi siano impressionanti. D’Antoni ha continue parole al miele per lui: “Sta giocando un basket stellare –dice- e gli stiamo chiedendo gli straordinari, ma in questa serata si è reso protagonista anche di alcune incredibili difese che per lo sforzo che mette in campo in attacco sono un ottimo segnale. Avrei voluto dargli tre o quattro minuti di riposo in più questa sera, ma la partita ci stava sfuggendo di mano e quindi gli ho chiesto di riprendere le redini prima del previsto”.
Il gioco di D’Antoni si sposa con il Barba e lui è perfettamente a suo agio in una situazione dove tutto l’attacco passa dalle sue mani, dimostrando oltre alle innate doti di realizzatore, quelle anche di creatore per i compagni.
La candidatura a MVP è lanciata e se i Rockets riusciranno a portare a casa una stagione diginitosa, vederlo alzare il trofeo a fine stagione sarà tutt’altro che una sorpresa.
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