Al termine della scorsa regular season si è parlato molto di come potesse essere sistemata la questione della griglia playoffs e delle teste di serie. Come tutti ricorderanno il curioso caso degli Spurs passati dalla terza alla sesta testa di serie in una notte che ci ha regalato la splendida ma ingiusta serie contro i Clippers, non rende merito al lavoro fatto da una squadra durante l’anno.
Gli Spurs arrivarono infatti dietro ai Portland Trail Blazers che avevano vinto quattro partite in meno ma con la fortuna di trovarsi in una division meno competitiva.
Tutto questo non succederà più, perché nonostante le abitudini radicate in anni, l’NBA ha accettato in maniera intelligente di adattarsi ai tempi e modificare un regolamento modellandolo al basket contemporaneo e a uno squilibrio delle conferences piuttosto evidente.
Questo ha portato Adam Silver e i board a mantenere sì le division e soprattutto il riconoscimento per la vittoria con tanto di gonfalone alzato l’anno successivo e pacca sulla spalla, ma questa non sarà più garanzia di avere una testa di serie al primo turno di playoffs.
Ciò che darà a una squadra il seed più alto sarà solo ed esclusivamente il proprio record, quindi molto semplicemente chi avrà più vittorie, sarà la squadra meglio piazzata nel ranking.
Oltre a questo il board ha anche modificato i criteri per rompere la parità e decidere la miglior testa di serie. Ovviamente gli scontri diretti sono il primo passo, il secondo è se una delle due squadre ha vinto la propria division, dando quindi una (seppur piccola) valenza anche a questo traguardo.
Da un certo punto di vista il fascino di avere una serie come Clippers-Spurs al primo turno è davvero qualcosa di notevole per il tifoso, ma giustamente l’interesse della Lega è quello di dare onore al merito e posto che una serie di primo turno di playoffs dell’ovest, nella maggioranza dei casi mette di fronte comunque due squadre di alto livello, potremo accontentarci, rendendo giustizia a quello che il campo ha detto in 82 lunghe ed interminabili partite.
In una nazionale che annovera giocatori del calibro di Bojan Bogdanovic, Ante Tomic, Dario Saric e Mario Hezonja, segnare quasi 15 punti a partita ergendosi a protagonista di una squadra che ha lecite aspirazioni di podio, è qualcosa di davvero importante.
Spesso alt...
I Los Angeles Clippers dopo essere passati dal paradiso di aver battuto i San Antonio Spurs, all’inferno di aver gettato al vento con le proprie forze una finale di conference praticamente già acquisita, sono decisi ad assaltare il titolo NBA con la forza di chi...