Gli analisti sportivi negli Stati Uniti raggiungono un utilizzo delle statistiche quasi maniacale e dopo le varie Wins Above Replacement, Net Rating ecc. hanno trovato anche una nuova “scale” che valuta quanto i rookies possano essere pronti a far parte delle rotazioni nelle rispettive squadre. Questo numero deriva dalla proiezione dell’abilità nel giocatore, parametrata alla sua situazione di squadra e alla possibilità di giocare minuti importanti.
Ecco la classifica di primi cinque:
5- Mario Hezonja (Orlando Magic) Il rookie sensazione potrebbe avere due strade tra lui e la grandezza NBA, ovvero quella di sfruttare la propria preparazione derivata dalla permanenza europeo e sommarci l’infinito potenziale per arrivare a picchi di livello altissimi, o quella che non migliorerà i difetti che gli scout hanno notato, ovvero una capacità a fare tutto: dribbling, tiro, passaggio, ma anche la difficoltà a capire quando fare uno o quando fare l’altro. Il fisico c’è, il talento anche, ma dovrà essere in grado di ripulire il proprio gioco a livello di decision making.
4-Justin Anderson (Dallas Mavericks) Il rookie dei Mavericks ha dimostrato in Summer League una buonissima propensione alla realizzazione da lontano, infatti ha chiuso con un 38.5% che viene impreziosito dal fatto che aveva cominciato con 4-20 per poi chiudere con 11-19 in evidente crescendo.
E’ un giocatore dalla notevole forza e di buona difesa, dove per ora soffre le ali molto veloci, ma la sua propensione al lavoro e al miglioramento fanno pensare che ragionevolmente potrebbe diventare la classica ala da 3 and D tanto ricercate nella NBA contemporanea.
3- Jahlil Okafor (Philadelphia 76ers) Indubbiamente durante le Summer League di Utah e Las Vegas ha fatto vedere ciò che ci si aspettava da lui, ovvero presenza vicino a canestro, capacità di segnare dal post e una difesa affidabile. Potrebbe anche vincere la classifica marcatori dei rookies se la palla gli perverrà in post con regolarità, ma la sua mancanza di tiro e la sua riluttanza ad allontanarsi da canestro per difendere su lunghi atipici potrebbe creargli non pochi problemi nell’immediato futuro.
2- Frank Kaminsky (Charlotte Hornets) E’ stata una presa quasi insperata per Charlotte ma con il suo arrivo il grado di miglioramento della squadra può essere importante, perché è un sette piedi in grado di giocare vicino, ma soprattutto lontano da canestro con buona visione di passaggio e capacità di mettere la palla per terra. Questo gli permette di essere impiegato anche al fianco di al Jefferson facendo valere il suo tiro da fuori. In difesa è ancora tutto da testare, così come la sua durezza nelle lotte vicino a canestro, ma per le sue caratteristiche potrebbe ritagliarsi minuti importanti già quest’anno.
1- Karl Anthony-Towns (Minnesota Timberwolves) All’High School ha imparato a giocare lontano da canestro, a Kentucky si è dilettato vicino e quindi porta alla causa della sua squadra una pericolosità bivalente. Ha al suo fianco uno dei migliori maestri possibili in Kevin Garnett e la sua curva di apprendimento potrebbe clamorosamente velocizzarsi.
Avrà spazio e palloni nel sistema di Minnesota, ma di sicuro sarà un ottimo giocatore da subito e un potenziale elitè player nel suo ruolo tra qualche anno.
Ve ne avevamo cominciato a parlare ieri riguardo al veto da parte dei San Antonio Spurs di far giocare Boban Marjanovic ai prossimi europei 2015. Il problema alla caviglia c’è per il centrone, ma è stato usato come strumento per dare il definitivo no alla sua ...
"This is ten percent luck, twenty percent skill
Fifteen percent concentrated power of will
Five percent pleasure, fifty percent pain
And a hundred percent reason to remember the name"
Questa è una strofa della canzone “Remember the name&rdqu...;