Nonostante Wade abbia ancora il contratto in essere con i Bulls che chiama venti milioni di dollari per la prossima stagione, sembra ormai cosa fatto che con la società si trovi un accordo per interrompere anticipatamente il legame e permettere alla franchigia della città del vento di ricostruire completamente dalle proprie ceneri e dare spazio a chi potrebbe fare la squadra del futuro, senza una presenza ingombrante in ogni senso possibile come Wade. La strada dei Bulls è stata chiara sin dalla cessione di Jimmy Butler, non tanto per lo scambio in sé, quanto per una contropartita tecnica che non ha convinto appieno, nella sola speranza che Zach Lavine possa ritornare ai suoi livelli fisici.
Dall’altra parte anche il Dwyane Wade giocatore, arrivato agli ultimi chilometri di carriera, non può accettare passivamente di fare da chioccia non voluta in una squadra che rifonda.
Così si aprono scenari importanti, interessanti, ma soprattutto vari. Il nome dell’uomo da Marquette è stato associato a diverse franchigie che ovviamente farebbero un buon affare nel prenderlo riservandogli un ruolo definito all’interno di un contesto vincente. E’ il caso degli Spurs che lo prenderebbero per sostituire Parker sino al suo rientro e portare ancor più esperienza e pedigree in una squadra sì sempre più in là con l’età media dei giocatori, ma che con Wade avrebbe una classica win-win situation. Oltre a loro c’è la classica schiera di amici del banana boat con LeBron James che lo accoglierebbe a braccia aperte indipendentemente da come finirà l’affare Irving.
Voci vicine a James dicono di una certa fiducia nel vederlo a Cleveland nonappena avrà transato, se non altro perché Houston (patria di Paul) è già ricca di solisti e con un sistema Harden-centrico a cui anche CP3 dovrà abituarsi e magari un Carmelo Anthony che arriverà magari prima dell’inizio di stagione.
Il futuro di Wade è certamente lontano dalla windy city, ma capire dove è ancora presto.
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