Con la vittoria di questa notte i Golden State Warriors hanno chiuso la serie e si sono qualificati per la finale, dove incontreranno i Cleveland Cavaliers che si sono sbarazzati senza molta difficoltà degli Atlanta Hawks.
Sono proprio i vicecampioni della Eastern Conference che hanno mostrato molta classe nel rendere merito agli avversari per la vittoria, infatti sul loro profilo twitter ormai diventato di culto dopo la striscia di vittoria in regular season, hanno fatto i complimenti agli avversari con grande fair play.
Nella notte alla Oracle Arena che sarà teatro delle finali si è concluso uno scontro individuale di grande fattura e gli abbracci finali tra James Harden e Steph Curry erano pieni di rispetto e consapevolezza di un profondo rispetto: "Mi hai sempre spinto a migliorare quest'anno" sono le parole che l'MVP ha dedicato all'avversario di una stagione rendendogli il giusto onore per la grande cavalcata.
Ovviamente ci si aspettava una maggior battaglia nelle due serie, che hanno riscritto un record non molto nobile, diventando assieme all'edizione del 1975 le finali di conference con meno partite giocate a quota 9. La media delle partite per serie negli interi playoffs è passata dalle 5.9 della scorsa stagione alle 5.3 di questa e non sono state al livello di dodici mesi fa. I sette giorni di riposo dei Warriors, uniti agli otto dei Cavs, sono il record NBA per l'attesa di una finale.
Ora è arrivato il momento di guardare avanti e voltare lo sguardo a una finale che si preannuncia molto bella, combattuta e spettacolare, con due allenatori esordienti di cui uno dodici mesi fa alzava il massimo trofeo europeo e l'altro sembrava dover vivere all'ombra dell'amato Mark Jackson (che nella notte si è complimentato pubblicamente con la sua ex squadra) e che invece ha instillato la mentalità vincente a una squadra già forte.
Gli appassionati ora hanno una settimana per recuperare le ore di sonno e presentarsi in splendida forma il 4 giugno prossimo per aprire il sipario su una cavalcata che incoronerà il re di questa stagione.
Un po' come per le canzoni di Bruce Springsteen o per i quadri di Picasso, così anche per il basket ognuno ha il proprio LeBron. Il mio è quello che in gara 5 delle semifinali di Conference del 2007 mise a referto contro i Detroit Pistons 29 degli ultimi 30 punt...
Quando manca ormai sempre meno al prossimo draft NBA, il cui esito, come sempre, potrà indirizzare la prossima stagione e non solo, iniziano a farsi sempre più insistenti i rumors e le indiscrezioni circa possibili scambi di scelte, scalate vertiginose in graduatori...