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 Sabato 29 Agosto 2015
NBA

Whiteside e Green spiegano su twitter pro e contro della small ball

I due giocatori, con la collaborazione di un simpatico tifoso, hanno ravvivato la comunità di twitter nella giornata di ieri.
27.08.2015 20:02 di Simone Mazzola Twitter:   articolo letto 131 volte

Nel 2015 molti di quei dettami teorici che si avevano sul basket sono stati sconfessati, soprattutto in NBA dove il fisico ha sempre più preso piede, l’atletismo diventa una condizione necessaria per giocare e le specifiche dei giocatori hanno sempre più assunto connotati di cyborg con guardie di 2.10 m in grado di fare il lavoro degli esterni, meglio degli esterni.

Ovviamente i Golden State Warriors sono l’esempio perfetto di quanto questa mutazione cestistica sia diventata ormai la normalità, infatti la small ball, i quintetti piccoli e lo spacing che una squadra con Draymond Green da centro può dare è difficilmente replicabile.
Proprio “radio Green” è stato protagonista di una diatriba sui social network a proposito di questo tema con Hassan Whiteside e la gentile collaborazione di qualche tifoso dalla tastiera sapida.
Il primo tweet porta la firma del centro dei Miami Heat che ha sollevato il polverone dicendo che sostanzialmente la small ball può avere senso quando si gioca contro dei centri di ruolo che non sanno segnare. Nel suo caso se gli avessero messo contro un 6-6 lui avrebbe ridisegnato i suoi carreer high dominando a rimbalzo come all’High School.
Toccato sul vivo e incapace di trattenersi dal commentare qualcosa, è intervenuto Draymond Green in risposta, provocando Whiteside e mettendo in dubbio le sue qualità di scorer in post. Ovviamente il centro ha risposto dicendo che bastano due spinte vicino a canestro e una virata per far cadere a terra moribondi quei tipi di giocatori che altro modo non avrebbero per poter difendere.
Nel frattempo un tifoso ha commentato l’accaduto facendo notare a Green (dopo la sua uscita dei punti) quanto Whiteside avesse una media punti maggiore rispetto a lui durante la scorsa stagione e questo, ovviamente, ha scatenato la velenosa risposta: “Io non sono uno scorer, clown”.

Small ball o meno e nonostante l’evidente deriva che il basket sta prendendo con sempre più esterni mascherati da lungo, l’estate sui social network ci ha permesso di non annoiarci perché prima Shaq e Pippen con le loro diatribe su chi avesse vinto di più e ora questa ci hanno tenuto compagnia.


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