Il primo colpo estivo dell’Olimpia Milano è dunque arrivato sotto canestro, con Patric Young. Anzi, sono due gli arrivi (seppur non ancora ufficializzati) nel reparto lunghi, visto che c’è anche Amath M’Baye, anche se l’ala francese partirà presumibilmente dalla panchina. Una doppia strada già vista in passato: cercare sul mercato europeo giocatori di alto livello, ma con la necessità di rilanciarsi (o di fare il salto di qualità), e provare a portare sotto la Madonnina alcuni elementi che hanno ben già figurato nel nostro campionato, in squadre con obiettivi minori rispetto a quelli biancorossi.
A volte ha funzionato ed altre no, ma è quasi un percorso obbligato, soprattutto in campo europeo, per una società che non ha il budget e l'appeal delle squadre di primo piano, ma vuole provare a crescere e ad inserirsi tra le big. In questo senso, va interpretata la mossa sul centro americano, fino ad un paio d’anni fa sul taccuino di quasi tutti principali club europei, prima di subire quel grave infortunio al ginocchio e perdere una stagione. Ora, dopo il rientro soft dell'ultima annata, il giocatore vuole provare a tornare sui livelli d’eccellenza e Milano gli ha dato questa opportunità.
Per l’EA7 è una scommessa. Clinicamente Young è completamente guarito, come hanno mostrato le accurate visite mediche fatte dal club, mentre il dubbio riguarda la capacità di mostrare quell’esplosività e potenza visti in maglia Galatasaray nel 2014/15 e nei primi mesi in Grecia, prima di rompersi il crociato. I 25 anni di età sono un punto a favore del giocatore (e dell’Olimpia), così come la possibilità di fare la preparazione completa e giocare con continuità, come non era riuscito a fare all’Olympiacos, con davanti Birch e Milutinov. Poi sarà il campo ad emettere il proprio verdetto.
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