Milano col dubbio 'Kuz' verso Capo, c’è la novità Faust per i siciliani

Domani torna il campionato ed i biancorossi se la vedranno con la formazione siciliana
03.02.2018 13:32 di Fabio Cavagnera Twitter:    Vedi letture
Mindaugas Kuzminskas
© foto di Alessia Doniselli

Rientrata da Barcellona con il sorriso, per una bella vittoria esterna europea, l’Olimpia Milano è tornata subito in palestra, per preparare l’unico impegno interno del mese di febbraio: domani pomeriggio (ore 17) arriverà al Forum la Betaland Capo d’Orlando. I biancorossi, infatti, avranno poi una serie di tre trasferte consecutive (Belgrado, Brindisi e Istanbul, per sfidare il Fenerbahce), inframezzate dalla Final Eight di Coppa Italia di Firenze, ed il prossimo impegno tra le mura amiche arriverà solamente giovedì 1 marzo, nella partita europea contro l’Anadolu Efes Istanbul.

Tornando alla gara contro i siciliani, resta il dubbio sulla presenza di Mindaugas Kuzminskas: il lituano, assente a Varese e Barcellona, ha superato la forte influenza, ma verrà decisa solo all’ultimo la sua presenza in campo. Le prove di Pascolo nelle ultime due gare, infatti, lasciano piuttosto tranquillo coach Pianigiani nel ruolo di numero 4, dove anche da M’Baye, seppur molto a sprazzi, qualche buona giocata è arrivata. Per il resto, dopo la rescissione contrattuale con Jefferson, restano quattro gli stranieri da escludere per turnover: due sono Young e Kalnietis, gli altri li scopriremo solo domani. Valutando anche qualche acciacco post trasferta di Barcellona.

Gli ospiti sono in grandissima difficoltà: fuori dalla Champions League, dove hanno collezionato una serie di brutte sconfitte, anche in campionato non va meglio, dove sono reduci da sei sconfitte consecutive, scendendo al penultimo posto in classifica. Ci sarà però il debutto del neo acquisto Nick Faust, chiamato a dare una scossa ai paladini: “Speriamo possa avere da subito un impatto sulla squadra - le parole di coach Di Carlo - Siamo consapevoli della forza e del blasone di Milano, ma credo sia importante guardare soprattutto dentro noi stessi. Non possiamo battezzare nessuna gara”.